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TRENTO. Aveva attraversato più di un secolo di storia, conosciuto gli orrori della guerra, aiutato soldati in fuga e contribuito alla nascita di una chiesa grazie a una singolare mobilitazione di fedeli e torte. Si è spento nella notte di sabato 17 ottobre, all'età di 108 anni, don Guido Avi, il sacerdote più anziano della diocesi di Trento. È morto a Vigalzano, frazione di Pergine Valsugana, nella casa natale dove aveva trascorso gli ultimi anni della sua lunghissima vita.
Nato nel 1918 a Pergine, era stato ordinato sacerdote a Trento nel 1942, nel pieno della Seconda guerra mondiale. Proprio durante il conflitto si era reso protagonista di alcuni episodi di grande coraggio. A Noriglio, in Vallagarina, dove svolgeva il suo primo incarico come vicario parrocchiale, aveva offerto rifugio a un gruppo di soldati italiani e alleati in fuga dai tedeschi dopo l'8 settembre 1943.
Due anni più tardi aveva aiutato anche un militare tedesco che aveva deciso di disertare. Per sottrarlo ai controlli, era riuscito a superare i posti di blocco a Folgaria e in Valsugana, accompagnandolo fino alla propria abitazione di Vigalzano, dove il soldato aveva trovato riparo. Due vicende che raccontano una pagina significativa della sua esperienza umana, vissuta in uno dei periodi più drammatici del Novecento.
Concluso l'incarico a Noriglio, don Avi aveva proseguito il ministero nella parrocchia di Santa Maria a Rovereto, dal 1943 al 1947. Era poi arrivato a Cristo Re a Trento, dove sarebbe rimasto parroco per 21 anni, fino al 1968. Proprio a quel periodo risale l'origine del soprannome con cui sarebbe diventato conosciuto: don Torta.
La storia nasce da una frase rimasta legata al sacerdote: «Datemi una torta e vi farò una chiesa». L'appello aveva trovato immediata risposta tra i parrocchiani, che si erano mobilitati per sostenere il progetto. Grazie a quella partecipazione collettiva, nel 1952 venne aperta la chiesa di Cristo Re. Un episodio che ha accompagnato per decenni il ricordo della sua attività pastorale.
Dopo Trento, don Avi aveva guidato la parrocchia di Albiano dal 1968 al 1975, prima di trasferirsi a Baselga del Bondone, dove era rimasto fino al 1990. Aveva quindi risieduto a Trento fino al 2011. Nel 2007 era stato nominato canonico onorario della Cattedrale di San Vigilio.
Negli ultimi anni era tornato nella sua Vigalzano, dove il paese aveva continuato a festeggiarlo con affetto. Particolarmente significativo era stato il suo 108° compleanno, celebrato il giorno di San Valentino nella sede dell'associazione I Zentili, in occasione della festa di Carnevale dei bambini.
Non era mancata naturalmente la torta, un richiamo al soprannome che lo accompagnava dai tempi di Cristo Re. Per l'occasione il sacerdote aveva posato per una fotografia insieme ai bambini del paese nati nel 2018, esattamente cento anni dopo di lui. Un incontro tra generazioni lontanissime, durante il quale don Avi aveva anche scambiato qualche parola con i piccoli. Un momento che i responsabili dell'associazione avevano definito indimenticabile.
Ora la comunità si prepara all'ultimo saluto. I funerali di don Guido Avi saranno celebrati lunedì 19 ottobre alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Pergine. Seguirà l'inumazione nel cimitero di Madrano.


