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TRENTO. Dal 19 ottobre al 3 novembre torna «Crepe nel mondo», il festival di geopolitica giunto alla sua terza edizione e organizzato dagli studenti di UniTin. L’iniziativa prenderà vita principalmente all’interno del Dipartimento di Sociologia – un evento sarà a Palazzo Geremia, uno alle Gallerie di Piedicastello e uno nella sala InCooperazione – e nasce dall’esigenza di avere uno spazio dedicato all’informazione critica e al confronto aperto, andando oltre i confini della didattica tradizionale. In un panorama mediatico e politico spesso caratterizzato da narrazioni polarizzate, il festival rappresenta un utile contesto per stimolare il pensiero critico e una partecipazione pubblica consapevole.
Un ulteriore elemento fondante è il riconoscimento del valore del polo universitario trentino nel campo delle scienze sociali. Troppo spesso, le competenze e le conoscenze sviluppate all’interno dell’ateneo rimangono circoscritte all’ambiente accademico: il progetto vuole valorizzare e rendere più accessibili tali risorse, aprendole alla comunità locale in un’ottica di condivisione e arricchimento reciproco. Un festival a vocazione fortemente internazionale che spazierà dall’Indonesia agli Stati Uniti per passare dall’isola di Taiwan, dal Nepal, dal Medio Oriente, dal Sudan, dalla Francia e dal Regno Unito.
Tra gli organizzatori della rassegna è emersa la consapevolezza che a Trento mancasse un evento strutturato dedicato all’analisi delle relazioni internazionali, capace allo stesso tempo di coniugare rigore scientifico e divulgazione accessibile. «Crepe» si propone come risposta concreta: da un lato, offre alla città un nuovo spazio di dialogo; dall’altro, stimola un approccio critico e partecipativo alle tematiche politiche e sociali, con l’intento di contribuire alla crescita di una cittadinanza informata, attiva e capace di orientarsi nel complesso scenario contemporaneo.
Nel primo appuntamento del 19 ottobre si parlerà della GenZ e di come, in Paesi come il Kenya, i giovani si stiano appropriando del loro futuro. Giovedì 22 ottobre un dibattito sulle prossime elezioni francesi, cruciali anche per il futuro dell’Europa.
Il programma si fa fitto dal 27 al 29 ottobre con quattro appuntamenti tra le elezioni midterm degli Stati Uniti; un workshop sulla Brexit, riproposto tutte e tre le giornate; una conferenza sulla situazione in Siria e in Libano e un interessante appuntamento sulle guerre energetiche.
Infine, il 2 novembre si parlerà del Sudan e del “suo inferno nascosto” e il 3 novembre di Taiwan e delle sue continue tensioni.


