TRENTO. Diciotto milioni di euro di sanzioni al codice della strada accertate ma non riscosse, per lo più a carico di residenti all'estero che semplicemente non pagano. È questo un dato emerso dal rendiconto del bilancio comunale 2025, approvato con 23 voti favorevoli, 12 contrari e 2 astenuti. Le entrate da violazioni stradali sono scese da 11,2 a 9,8 milioni, e il risultato di amministrazione complessivo si attesta a 54 milioni di euro, con 17 milioni di quota libera disponibile.

Le entrate correnti crescono a 225,2 milioni rispetto ai 217,5 del 2024. Le entrate tributarie salgono a 46,7 milioni (erano 45,5). L'aliquota agevolata dello 0,35% per il canone concordato - nel frattempo superata - ha causato minori entrate per 1,7 milioni. I trasferimenti dalla Provincia aumentano a 117 milioni (da 112), concentrati su personale, trasporto urbano e nidi. Le entrate extratributarie si attestano a 60,6 milioni, in lieve crescita. Tra le voci di spesa più rilevanti, 6 milioni sono destinati al rifacimento dell'ex scuola Bellesini, 2,5 milioni alla manutenzione straordinaria di strade e marciapiedi, 1,2 milioni ai nidi.

Completano il quadro 550mila euro per il centro giovani nell'ex Mensa, 500mila per uffici comunali in via San Giovanni Bosco, 400mila per la regimazione delle acque meteoriche a Cortesano, 370mila per gli alloggi protetti "Margherita Grazioli", 350mila per le zone 30 e 235mila per la velostazione presso la stazione ferroviaria. Per Filomena Chilà (Pd-Psi) il comune si conferma «un ente solido, capace di governare con visione e prudenza». Il calo delle sanzioni stradali non va letto come una perdita, ha spiegato, ma come il segnale di una maggiore attenzione dei cittadini e di politiche di prevenzione più efficaci.

Chilà ha anche sottolineato l'utilizzo dei fondi Pnrr per strutture come il Teatro Santa Chiara e il Teatro Cuminetti, rivendicando la scelta di considerare la cultura «una leva di sviluppo». Stefano Bosetti (Pd-Psi) ha posto il tema delle multe non riscosse: «È inaccettabile che tanti soldi non si riescano a recuperare. Gli onesti pagano, i meno onesti no». Bosetti ha chiesto un intervento della Provincia e ha invitato a non delegittimare le scelte dei privati in materia di affitti e Imis. Ilaria Goio, capogruppo di Fratelli d'Italia, ha riconosciuto la solidità del quadro finanziario ma ha posto una domanda politica: «Come incidono questi investimenti sulla vita quotidiana? C'è una distanza tra ciò che è previsto e ciò che è visibile dai cittadini». G

oio ha criticato l'eccessiva concentrazione di risorse sull'ex Bellesini e ha messo in guardia sulla dipendenza dai fondi straordinari del Pnrr: «Occorre capire come garantire continuità quando queste risorse non ci saranno più». Ha segnalato un'eccessiva centralità del tema sociale, «pur importante», a fronte di poco spazio per commercio, casa e vitalità economica. Devid Moranduzzo (Lega) sulle multe ha rilanciato: «Chi sbaglia paga. Ma paghino anche i vandali che colpiscono la città». A

ntonio De Leo (Forza Italia) ha evidenziato l'esiguità della spesa per illuminazione e videosorveglianza nel quartiere Albere. Andrea Demarchi (Prima Trento) ha segnalato il problema dei corpi illuminanti coperti di vegetazione in varie zone della città, nonostante i 400 mila euro stanziati per l'illuminazione pubblica. Claudio Geat (Generazione Trento) ha sollevato una riflessione più generale: «L'equilibrio formale c'è, ma un avanzo importante può essere il segno di occasioni perdute». Il sindaco Franco Ianeselli ha annunciato che, vista l'instabilità internazionale, una parte delle risorse saranno accantonate per far fronte alle spese energetiche. «Ciò non toglie - ha precisato - che nell'assestamento si prevederanno tanti interventi attesi dalle comunità, senza concentrare i fondi su un grande intervento come è stato per l'ex Bellesini».