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TRENTO. Dopo polemiche, innumerevoli incidenti e conseguenti prese di posizione politiche e nell'universo social, potrebbe giungere finalmente a conclusione l'annosa questione della pericolosità dell'ingresso al Crm (Centro raccolta materiali), che serve le circoscrizioni di Povo e Villazzano, ubicato sulla strada provinciale numero 204. È quanto emerge dalla recente discussione che riguarda "l'assestamento di bilancio" del Comune di Trento, quantificato in questa tornata in poco più di 600milioni di euro.
L'ampliamento (e la messa in sicurezza) del Crm di Povo faceva parte della "Variante 2021 al Prg del Comune di Trento" approvata dalla Giunta provinciale nel 2022. Contro tale previsione contenuta in quella variante era però stato presentato ricorso al Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento che con sentenza numero 35/2024 ha disposto l'annullamento del procedimento relativo alla delibera della Giunta provinciale rilevando la carenza della valutazione delle alternative di localizzazione ma riconoscendo le motivazioni che hanno determinato la scelta di ampliare il Crm di Povo. Risolta la questione (ed i relativi ricorsi) con un'apposita variante al Piano Regolatore Generale del 17 luglio 2024 denominata "Variante C. R. Povo", finalizzata a riproporre la previsione di ampliamento del Crm di Povo, ora ci si aspetta che la questione venga finalmente risolta.
Recentemente tra l'altro sono in fase di installazione i paletti di protezione della pista ciclo pedonale che una volta completati renderanno ancora più problematiche le manovre in uscita da Crm. Nel dettaglio il progetto prevedeva una modifica nell'accesso con la realizzazione di una corsia di inserimento e decelerazione in modo da permettere anche lo stazionamento fuori dalla carreggiata principale senza interferire con il traffico della provinciale. Oltre all'accesso saranno migliorati gli spazi di transito e manovra degli automezzi pesanti e degli utenti con la realizzazione di un'ampia rotatoria interna allo scopo di permettere ai mezzi di invertire il senso di marcia. La nuova area di raccolta della superficie di circa 360 metri quadri dovrà essere adibita in parte per l'edificio prefabbricato per la sistemazione dei rifiuti pericolosi (290 mq), ed in parte a zona di stoccaggio delle campane di concentrazione dello sciolto differenziato (vetro, carta, ecc.).
La nuova area del "Centro riuso", presidiata dal relativo personale sarà corredata da un ampio piazzale e da una estesa tettoia aperta che ospiterà le varie aree adibite al nuovo servizio: accettazione, magazzino e esposizione dove avverrà la scelta, il prelievo dei beni usati e la dichiarazione di prelievo degli stessi da parte dell'utente. L'auspicio è che ora sia finalmente recuperato il tempo perduto non solo per dotare questa parte di collina di un centro idoneo e moderno, ma soprattutto per evitare nel prossimo futuro situazioni di pericolo che in questi anni solo per caso non si sono trasformate in tragedia.


