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TRENTO. Spegnere gli autovelox, alla galleria di Martignano e in via Alto Adige. In Comune ci stanno pensando, almeno finché non sarà fatta chiarezza una volta per tutte sulla regolarità delle rilevazioni degli apparecchi. Il recente caso della sentenza del Tribunale di Trento che, in appello, ha confermato il pronunciamento del giudice di pace sull'illegittimità di una sanzione elevata dall'apparecchio di Martignano è solo l'ultima di una raffica di sentenze della magistratura onoraria che sta sistematicamente condannando l'amministrazione e l'ipotesi, dunque, di fermare le rilevazioni finché non sarà fatta chiarezza, si sta facendo largo sempre più concretamente.
Va detto, in tutta onestà, che il tema è tra i più intricati e italicamente contraddittori degli ultimi anni, tanto che gli stessi operatori delle forze dell'ordine faticano a raccapezzarvici. Tutto, come si sa da anni, ruota attorno alle differenze (quali? Chi ha la risposta si faccia vivo) tra approvazione e omologazione. In Italia vi sono apparecchi approvati da Ministero dei Trasporti e omologati dal Ministero dei Trasporti, dicastero che per anni ha ritenuto le due cose entrambe valide. Varie sentenze hanno invece poi stabilito che solo gli apparecchi omologati possono essere ritenuti rilevatori validi. Il tutto in una selva di decreti, note illustrative, pronunciamenti mai chiari, fino ad arrivare al paradosso dell'apparecchio "non omologato ma approvato con tarature omologate". Un guazzabuglio che aveva portato nei mesi scorsi a un censimento degli apparecchi validi da parte del Ministero, con l'invito alle amministrazioni a disattivare quelli esclusi dalla lista. Ma indovinate un po'? Sia Martignano che via Alto Adige erano parte della lista degli apparecchi ritenuti buoni. Insomma, chi ricorda il film Le dodici fatiche di Asterix" ben comprende che sta storia degli autovelox è un po' come il lasciapassare A38.
In tutto questo mare magnum ora una svolta è attesa per i prossimi mesi quando questa eterna lotta tra approvazione e omologazione, questa vicenda lessical-tecnico-giuridica, insomma, questo pastrocchio dovrebbe essere risolta una volta per tutte. Anche qui, come non è ben chiaro. Si vedrà. Nel frattempo anche Trento potrebbe seguire l'esempio di altri Comuni che, in attesa della soluzione del caso, hanno preferito mettersi al riparo dalla pioggia di ricorsi, fermando le rilevazioni.
«Nulla è stato ancora deciso - ha commentato il sindaco di Trento Franco Ianeselli dalla Repubblica Ceca dove sta prendendo parte al trentennale del gemellaggio tra Povo, Villazzano e Znojmo - certo è che questa confusione tutta italiana sta mettendo in difficoltà tutti: forze dell'ordine, amministrazioni, cittadini, che devono poter contare su un quadro chiaro. Gli autovelox presenti sul territorio comunale sono attivi peraltro a fasce orarie, vedremo come intervenire». L'eventuale disattivazione fino a nuovo ordine dei rilevatori di velocità, nel caso di via Alto Adige non influiranno invece sulla rilevazione delle infrazioni semaforiche. Almeno sui colori, non c'è nessun problema né di approvazione né di omologazione.


