Aree inquinate di Trento Nord, la Cgil torna alla carica: “La priorità è la bonifica del sito”
Il sindacato ribadisce la posizione assunta sul bypass e definisce grave ogni tentativo al ribasso sulle aree inquinate che comporta rischi per la salute di cittadini e lavoratori
TRENTO. La bonifica integrale delle aree inquinate di Trento Nord deve essere la priorità assoluta nella realizzazione del bypass ferroviario. È la posizione ribadita dalla Cgil del Trentino, che definisce grave qualsiasi tentativo di soluzione al ribasso sui siti contaminati, con possibili rischi per la salute di cittadini e lavoratori coinvolti nei cantieri.
Il sindacato richiama in particolare la situazione delle aree ex Carbochimica e Sloi, sottolineando come la realizzazione della circonvallazione ferroviaria rappresenti un’occasione concreta per avviare finalmente la bonifica di terreni che da anni attendono interventi strutturali. Secondo la confederazione, questa opportunità non può essere sprecata.
Per la Cgil del Trentino appare inoltre «incomprensibile e grave» la scelta della Giunta provinciale – confermata nei giorni scorsi in Consiglio provinciale – di destinare i 2 milioni di euro previsti per lo studio sull’esproprio delle aree alla bonifica di una piccola porzione del Sito di interesse nazionale. Quelle risorse, ricorda il sindacato, erano state stanziate dal Governo proprio per individuare una soluzione sostenibile anche sul piano giuridico per l’esproprio dei terreni attualmente di proprietà privata.
La confederazione ribadisce infine la linea approvata dall’assemblea generale del luglio 2023: nella realizzazione della circonvallazione ferroviaria deve essere garantita la massima tutela della salute di cittadini e lavoratori. Un obiettivo ritenuto non negoziabile e che, secondo il sindacato, può essere perseguito solo attraverso un piano di bonifica integrale dell’area dei Muredei, realizzato con «le migliori tecnologie e prassi scientifiche possibili».