Ambiente

Inceneritore a Trento? Ianeselli: «Valutiamo se conviene»

I dubbi del Comune sulla scelta del tipo di impianto, sulla localizzazione e sulla sostenibilità economica. Il sindaco: «Deve essere Egato a rispondere, quando leggo che la Provincia ha già deciso tutto, credo non sia corretto»

di Patrizia Todesco

TRENTO. Per il sindaco di Trento Franco Ianeselli la scelta se realizzare o meno il termovalorizzatore oggi non è più legata a questioni "sanitarie", ma economiche. Il nodo è: conviene realizzarlo? «Questo deve dircelo Egato. Si è costituito questo ente, formato dai Comuni e della Provincia, che come compito ha quello di ragionare sul sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Quando leggo che la Provincia ha già deciso la localizzazione e il tipo di impianto credo che non sia corretto. Corretto sarebbe arrivare con delle ipotesi, visto che Egato avrà anche un Cda composto da esperti».

Quanto agli interrogativi posti ieri dall'assessore alla mobilità sostenibile e ambiente Michele Brugnara, il sindaco conferma che sono quelli che da tempo il Comune pone. «Abbiamo sempre detto: se si deve realizzare un impianto lo si faccia con la migliore tecnologia disponibile. La questione, a nostro giudizio, non riguarda tanto la questione sanitaria, ma quella economica. La sostenibilità». Per il sindaco, se si motiva la realizzazione con un risparmio economico sulle tariffe, così poi effettivamente deve essere. Il sindaco evidenzia anche il fatto che nel tempo anche la posizione della popolazione è mutata.

«Prima delle elezioni avevo commissionato da candidato dei sondaggi. Il gradimento, sul tema termovalorizzatore è altissimo. Rispetto al passato è molto popolare realizzare l'impianto perché i cittadini vedono la discarica e chiedono di chiudere il ciclo e di farlo in Trentino. Tra i miei potenziali elettori avevo un 90% di favorevoli. Oggi la questione non è rinviare perché si ha paura di perdere consenso. Se uno vuol seguire la corrente, dice subito sì. Ed è quello che fa la Provincia. Il tema, però, è fare buone politiche pubbliche e capire tra costo di realizzazione dell'impianto e costo della termovalorizzazione per lo smaltimento in altri impianti cosa conviene fare, tenendo presente inizialmente un quesito di tipo etico, ossia se vogliamo chiudere il ciclo in Trentino o se vogliamo ammettere che per risparmiare vogliamo andare fuori. Ma queste sono tutte domande a cui deve rispondere Egato».

C'è poi la questione dove eventualmente realizzare l'impianto. Perché se tanti sono favorevoli, è vero anche che i consensi diminuiscono se la realizzazione avviene vicino a casa propria. «Questa sarà un'altra questione. Mi piacerebbe che la questione non fosse legata ai gruppi di pressione, ma la localizzazione fosse legata alla scelta quella tecnicamante migliore. Non farlo a Ischia Podetti così "il sindaco ha qualche comitato in più a cui badare o perché da altre parti è politicamente più complicato".

Per Generazione Trento è "il momento di passare dalle parole ai fatti, trasformando l'impegno in risultati reali per cittadini e ambiente".Martina Margoni e Claudio Geat ritengono che "sulla gestione dei rifiuti contano le scelte operative, non le dichiarazioni generiche. La confusione politica su inceneritore sì/no o gassificatore sì/no rischia di fermare qualsiasi progresso".Generazione Trento concorda sulla necessità di una raccolta differenziata efficace, ma evidenzia un punto chiave: non si può continuare a chiedere ai cittadini di fare di più. «Negli ultimi cinque anni la percentuale di differenziata è rimasta stabile all'83%, dimostrando che il porta a porta da solo ha ormai raggiunto i suoi limiti», si legge in una nota.

E ancora: «Per migliorare concretamente il sistema e recuperare quel 10% in più di rifiuto differenziabile, serve un impianto serio, moderno e funzionante, capace di gestire quello che ormai non è più possibile fare solo con la raccolta domestica. Un trattamento meccanico-biologico potenziato e costruito secondo standard avanzati rappresenterebbe una soluzione concreta, efficiente e sostenibile».

Giuseppe Urbani, consigliere comunale di Forza Italia, in passato tra i promotori del referendum contro l'inceritore, oggi si trova in una posizione piuttosto "scomoda", con il suo partito in maggioranza in Provincia che spinge per il termovalorizzatore.

«Non rinnego le mie convinzioni passate, ma negli anni gli impianti sono cambiati. Quando si parlava di inceritore "modello Brescia" aveva un camino altissimo con i fumi che l'Ora del Garda spingeva fino in Rotaliana. Oggi bisogna capire se l'impianto è economicamente sostenibile, se davvero c'è un beneficio economico per i cittadini. Perché è vero che il ciclo dei rifiuti va chiuso ma non certo portando rifiuti da fuori provincia da noi. In ogni caso questa sera (ieriper chi legge) avremo una riunione di partito e prenderemo una posizione ufficiale e collegiale su questo tema».

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