La polemica

Le olimpiadi cacciano i plateatici, rabbia Confesercenti: «Così non va»

È ufficiale: lungo il percorso della fiaccola devono rimanere chiusi i dehors. Anche l’anticipo del mercato al mercoledì non è piaciuto. Il sindaco: «Evento eccezionale»

di Nicola Maschio

TRENTO. «Fin dal principio ho sostenuto che la fiamma olimpica nel capoluogo fosse un'opportunità per tutti. Ma se questo significa dover chiudere le attività, allora è il caso di riparlarne». Non usa mezzi termini il presidente provinciale dei pubblici esercizi di Confesercenti del Trentino, Massimiliano Peterlana, anche perché la notizia confermata dal numero uno della categoria getta sicuramente ulteriore benzina sul fuoco che proprio la fiamma, metaforicamente, ha acceso in queste ultime ore.

Agli esercenti di piazza Duomo e via Belenzani è arrivata una lettera ufficiale con la quale, ha spiegato Peterlana, è stato comunicato che dalle ore 20 della sera del 28 gennaio e per tutta la giornata del 29 (dunque quando la fiamma olimpica arriverà nel capoluogo) i plateatici andranno rimossi.

Dopo lo spostamento del mercato (anticipato di una giornata) per il quale la categoria degli ambulanti si era già detta fortemente contrariata, soprattutto attraverso le parole del suo presidente Fabio Moranduzzo, ora ecco un altro sviluppo rispetto ad una giornata che, per quanto storica per la città, sembra aver già assunto contorni tutt'altro che positivi.

«Un provvedimento esagerato. I locali potevano essere funzionali ad un appuntamento che porterà tantissima gente in città, ma con questa operazione si otterrà l'effetto opposto: i gestori non solo sono già ora contrariati, ma c'è il rischio che saranno anche meno ospitali nei confronti di questo evento - ha aggiunto Peterlana - E per quanto la comunicazione sia arrivata con una settimana di anticipo, non possiamo accettare che sia stata presa questa decisione senza confrontarsi prima con la rappresentanza di categoria e con gli operatori del settore. Fino a poche ore fa solo alcuni titolari delle diverse attività collocate nelle zone interessate avevano ricevuto, a macchia di leopardo, una lettera informativa. Questo, in generale, non può e non deve accadere».

Se dunque in un primo momento Peterlana si era detto fiducioso della ricaduta di questo storico evento sulla città di Trento, ora lo scenario è decisamente cambiato. Il passaggio della fiaccola poteva essere una ghiotta occasione per gli affari, ha aggiunto il portavoce dei pubblici esercizi, mentre con questo provvedimento il lavoro sarà ridotto almeno alla metà. «Quella dei plateatici è una decisione che non incontra assolutamente le necessità della nostra categoria - ha concluso Peterlana - All'evento, sicuramente importante, andava associata anche una ricaduta economica per la città e in questo caso invece non sarà così. E ne esce penalizzata anche la rappresentanza che in questo caso non è stata minimamente interpellata, mentre i nostri associati di chiedono di dare loro spiegazioni. Non so dire se la decisione arrivi dal Comune di Trento oppure da altri enti, ma non essendoci indicazioni di questo tipo all'interno della comunicazione non possiamo che imputare la responsabilità proprio al Comune».

Sul tema comunque si è espresso anche il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, il quale ha spiegato così la situazione: «Stiamo procedendo con le comunicazioni e siamo in contatto con Confesercenti. Stiamo però parlando di un evento atteso ed eccezionale, quello del passaggio della fiamma olimpica, che all'interno di questo contesto può comportare dei cambiamenti».

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