Urbanistica

Trento riscrive il Prg: recupero di alloggi sfitti e stop al consumo di suolo

Il nuovo Piano regolatore punta sul recupero del patrimonio esistente. Stimato un fabbisogno di 3.300 abitazioni entro il 2035, riducibile di 1.500 con il riuso del 30% degli alloggi sfitti. Censite 75 aree non attuate e 741 zone per servizi

TRENTO. Dopo l’avvio nel 2024 della revisione strategica del Piano regolatore generale, il 2025 è stato dedicato alla costruzione di un quadro conoscitivo aggiornato e condiviso. L’Amministrazione comunale – come illustrato dal sindaco Franco Ianeselli, dall’assessora Monica Baggia e dall’ingegner Silvio Fedrizzi – si è avvalsa del supporto di Nomisma per una fotografia della città, utile a orientare le scelte pianificatorie e le politiche settoriali. Gli studi hanno approfondito fabbisogni abitativi, ricettivi e produttivi e analizzato le aree non attuate, integrando urbanistica e mobilità.

Il tema dell’abitare emerge come asse centrale della Variante. Sono state censite 75 aree soggette a pianificazione attuativa non avviata, in gran parte residenziali, concentrate soprattutto nel fondovalle. Le analisi stimano, nel periodo 2023–2035, un fabbisogno di 3.300 abitazioni, riducibile di almeno 1.500 unità recuperando il 30% degli alloggi sfitti. Le linee guida puntano su rigenerazione del patrimonio esistente, limitazione del consumo di suolo, nuove tipologie residenziali con servizi di prossimità e obblighi di quote per l’Edilizia residenziale sociale, accompagnati da meccanismi premiali.

Accanto all’abitare, si rafforza il ricorso al partenariato pubblico-privato e l’introduzione del Masterplan come strumento guida delle trasformazioni urbane, con coinvolgimento delle comunità e degli stakeholder. In ambito ricettivo si distinguono politiche mirate: sul Monte Bondone il recupero di edifici dismessi e un fabbisogno stimato di 270–400 posti letto entro il 2035; in città una diversificazione dell’offerta e una riflessione sul modello turistico. Per le aree produttive, maggiore flessibilità degli usi e nuovo suolo solo per attività ad alto valore aggiunto e sostenibili.

Sul fronte dei servizi pubblici sono state analizzate 741 zone, rivedendo le previsioni non attuate in base ai bisogni attuali. L’integrazione tra urbanistica e mobilità, in relazione alle grandi opere in corso, è indicata come leva strategica per la rigenerazione e la ricucitura urbana. Le condizioni per avviare la fase operativa della Variante sono dunque mature: nel 2026 si affineranno le strategie, con l’obiettivo di una prima adozione nel 2027, in coordinamento con le Circoscrizioni e in dialogo con la Provincia Autonoma di Trento.

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