La donazione

Violenza di genere, una valigetta con pc per registrare le denunce delle vittime a Trento

Una delegazione del Soroptimist Club di Trento ha donato ai carabinieri l'attrezzatura informatica per l’ascolto delle vittime di violenza. Il materiale potenzia la “stanza tutta per sé”, inaugurata un anno fa. Lo spazio è già stato utilizzato oltre ottanta volte per casi legati al Codice Rosso

TRENTO. Nella mattinata del 29 novembre si è svolta al Comando provinciale dei carabinieri una breve cerimonia durante la quale una delegazione del Soroptimist Club di Trento, guidata dalla presidente Roberta Galli, ha consegnato ai militari della Stazione Capoluogo una valigetta dotata di computer portatile e materiale informatico. La dotazione, finanziata dall’Unione Italiana Soroptimist presieduta da Adriana Macchi, è destinata all’ascolto e alla videoregistrazione delle vittime di violenza di genere, con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti a tutela delle persone più fragili.

Il nuovo materiale rientra nel progetto nazionale avviato tra Soroptimist e carabinieri, che punta a migliorare la qualità dell’accoglienza nelle fasi più delicate delle indagini. A Trento, questa collaborazione ha già trovato una declinazione concreta con la “stanza tutta per sé”, inaugurata un anno fa all’interno della sede dell’Arma, un ambiente pensato per mettere a proprio agio chi denuncia episodi riconducibili al “Codice Rosso”. Si tratta di spazi separati, luminosi e arredati in modo semplice, concepiti per ridurre lo stress e favorire un racconto libero e sereno.

La stanza è utilizzata anche per l’ascolto dei minori, con personale appositamente formato. Gli interventi che richiedono particolare sensibilità trovano così un contesto protetto, distante dalla formalità degli uffici e più vicino alle necessità psicologiche delle vittime. Il kit consegnato dal Soroptimist consente ora di registrare con strumenti aggiornati, facilitando la conservazione corretta delle testimonianze e garantendo maggiore tutela in ambito giudiziario.

A distanza di dodici mesi dall’apertura, la “stanza tutta per sé” è già stata impiegata oltre ottanta volte dai carabinieri di Trento e delle Stazioni vicine, a conferma di un bisogno reale e crescente. L’arrivo della nuova attrezzatura consolida un percorso di cooperazione che punta a rendere più efficace l’azione di supporto nelle situazioni di vulnerabilità, rafforzando la rete di protezione costruita attorno alle vittime di violenza domestica e di genere. 

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