Ciclabile Solteri-Ponte Alto: via ai lavori Ma il Comune e la Federazione bicicletta non condividono il tracciato scelto

Va alla Zampedri Lorenzo srl la realizzazione della pista ciclopedonale nella tratta Ponte Alto - Centochiavi. È l’esito della gara telematica , dopo la seconda seduta della commissione, in novembre, che ha valutato l’anomalia delle offerte. La ditta di Viarago si è aggiudicata l’intervento con un ribasso del 22,756% sull’importo a base d’asta di 1.408.615,09 euro (di cui 47.442,11 euro per oneri della sicurezza).

La tratta Ponte Alto - Centochiavi rientra nel complessivo collegamento tra la Val d’Adige e la Valsugana, considerato di rilevanza strategica per la mobilità ciclopedonale, sia per il cicloturismo (in forte crescita), sia per la mobilità alternativa sostenibile, in sostituzione delle vetture inquinanti.

Complessivamente, il costo previsto (compresi i lavori in economia, gli spostamenti e allacciamenti sottoservizi, gli indennizzi per acquisizione di aree) è di 1,87 milioni di euro. Zampedri Lorenzo, in graduatoria, ha preceduto Impianti Casetta srl (seconda, con un ribasso del 22,359%), Consorzio Lavoro Ambiente (-21,316%), Morelli srl (-17,728%), D.F. Costruzioni srl (-13,251%) e Boccher srl (-3,562%). L’appalto è stato fatto mediate procedura negoziata, in via telematica, senza pubblicazione di un bando di gara. L’offerta della ditta di Viarago è stata sottoposta a verifica di anomalia (il costo del personale non tornava), ma alla fine è stata ritenuta “congrua e giustificata”.

Il progetto è stato redatto dall’ingegner Matteo Prada del Servizio opere stradali e ferroviarie della Provincia. Erano emerse diverse perplessità sul progetto, prima della sua approvazione definitiva nel dicembre 2019, sia nelle Circoscrizioni interessate (Centro Storico - Piedicastello e Argentario), sia da parte della Fiab: la Federazione italiana ambiente e bicicletta, in particolare, aveva contestato la scelta di indirizzare i ciclisti dalla città in direzione opposta alla meta, cioè di farli passare per Centochiavi, a nord, in una zona già molto congestionata. E, poi, il far pedalare i ciclisti accanto al traffico a motore sulla ex statale 47, sarebbe pericoloso.

La Provincia, però, ha confermato la scelta del percorso, dall’innesto di via Dalla Fior, con lo strappo in salita per raggiungere la ex statale 47, alla galleria di Ponte Alto, superata la quale ci sarà il raccordo con il tratto di ciclabile in corso di realizzazione verso i Crozi.

Per la Provincia, il nuovo percorso non preclude la realizzazione di un percorso cittadino, lungo via Grazioli, per il collegamento con la collina, come sollecitato dal Comune. E sarà un percorso sicuro. Ad esempio, l’attraversamento della galleria di Ponte Alto (tratto di 260 metri, ndr) sarà protetto da una barriera new jersey e opportunamente illuminato.


 

La Fiab: sbagliato il tracciato inizialmente verso nord e poi accanto alla ex statale

La soluzione scelta dalla Provincia per il collegamento da Trento alla Valsugana ha registrato parecchie contrarietà. In particolare, solleva perplessità la decisione di indirizzare i ciclisti dalla città in direzione opposta alla metà, verso nord (ovest), fino a Centochiavi, in un’area già parecchio congestionata. Da qui si disegna un ferro di cavallo per raggiungere dai Solteri mediante  via Piazzina la ex statale 47 e ai margini di questa carreggiata (che sarà ristretta) arrivare fino a Ponte Alto, su una pista larga due metri e mezzo,. Qui è stato aperto da poco il primo cantiere: serve a realizzare il fondamentale raccordo con la vecchia strada dei Crozi, destinata a diventare ciclabile una volta ultimata la manutenzione del viadotto automobilistico (circa paio d’anni).

«Come Fiab - spiega Massimo Pegoretti - abbiamo manifestato già un anno fa forti perplessità agli uffici provinciali competenti, ma ci hanno risposto che ritengono di andare avanti.
Peccato, perché quel tracciato per raggiungere Ponte Alto è irrazionale e contempla dei rischi. Infatti, pedalare accanto al traffico a motore della ex statale, pur declassata a strada urbana, significa condividere uno spazio in cui transitano molte auto e anche mezzi pesanti, come le autocisterne di combustibile obbligate a uscire prima della lunga galleria di Martignano. Si prevede pure di far passare le biciclette nella galleria sotto villa Madruzzo, un altro punto assai delicato.

Fra l’altro, anche nella zona dei Solteri sono emerse resistenze, perché verrebbe asfaltata la parte di via Dalla Fior che molti residenti difendono come una delle poche passeggiate nel verde, in un quartiere densamente urbanizzato. Per quanto ci riguarda, il tracciato migliore dal centro città a Ponte Alto dovrebbe puntare verso la fine di via Grazioli, per raggiungere Mesiano (qui si è appena deciso di costruire un ascensore inclinato), quindi Povo e infine scendere da via alla Cascata. A proposito dell’accesso a questa zona, abbiamo già chiesto che si realizzi una ciclabile in viale Rovereto, un’arteria poco trafficata ma che ha due corsie (a senso unico) per le macchine, mentre i ciclisti cercano riparo sul marciapiede. Basta destinarne una alla ciclopista e il problema si risolve. Molto spesso basterebbe sottrarre spazi alle debordanti autovetture per creare infratrutture ciclabili a costi ridottissimi. Separare bici e pedoni è essenziale per la sicurezza.

Abbiamo proposto un’operazione simile anche per via Gocciadoro, che può diventare a senso unico con una pista riservata alle biciclette.
Per tornare alla Valsugana, ricordiamo che nei prossimi anni di attesa per la ciclopista, durante il cantiere al viadotto dei Crozi, l’unico passaggio ciclabile rimarrà la strada dei Forti, fra Cognola e Civezzano. Mi risulta che almeno nel corso dei lavori si pensi di renderla a senso unico, per evitare ingorghi, dato che sarà un’alternativa ai prevedibili rallentamenti sulla statale 47. Come Fiab abbiamo già chiesto alla Provincia che venga destinata una corsia alle bici, per proteggere i sempre più numerosi ciclisti locali, turisti e pendolari (magari in ebike) che la utilizzano».

 

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