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Inaugurato il canile alla Vela:

16 box e un'area per correre

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A qualche mese dalla prima apertura, e dopo numerose polemiche per il trasferimento e la sistemazione degli animali, è stato inaugurato ufficialmente nella mattina di ieri il nuovo canile di Trento, una struttura conclusa dopo oltre due decenni di dibattiti e confronti sulla localizzazione e la disposizione degli spazi.

L’opera, costata complessivamente un milione di euro (di cui 700 mila provenienti da finanziamento provinciale e circa 300 mila stanziati dall’amministrazione del capoluogo), rappresenta secondo i costruttori e l’ente gestore un modello a livello nazionale per la cura e il benessere del cane, con spazi e materiali adeguati, aree specifiche per la corsa e locali adeguatamente attrezzati per gli operatori.

I lavori di realizzazione della struttura, che dispone di una capienza massima compresa tra i settanta e gli ottanta cani, pur ospitandone attualmente solo una quarantina, sono iniziati nel settembre del 2017 e hanno interessato un’area di circa 7.500 metri quadrati in località di Centa di Vela. Nell’insieme, il canile dispone di 14 box di 24 metri quadrati, a cui se ne aggiungono due di circa dodici metri, in parte coperti (per la zona notte) e in parte scoperti. A ciò si aggiunge uno spazio per il cosiddetto «sgambetto», ovvero dove i cani possono correre in libertà, dove sono stati piantati diversi alberi.

«Come è stato più volte detto da esperti del settore - ha specificato l’assessore competente Corrado Bungaro - il nuovo canile risponde perfettamente alle esigenze della nostra città, dove la crescente attenzione nei confronti degli animali domestici ha portato ad una diminuzione consistente degli esemplari randagi o affidati alla struttura di accoglienza. Di fatto, a fronte di una popolazione di 120 mila abitanti, il nuovo canile ospita solamente 40 cani, e la mortalità interna, malgrado le voci, è molto bassa, solitamente per sopraggiunti limiti di età».

Le buone condizioni di vita degli animali all’interno della nuova struttura sono state rilevate anche dal dirigente dell’Unità operativa di igiene e sanità pubblica veterinaria, Matteo Amadori, che ha rilevato come i sopralluoghi di verifica siano effettuati regolarmente e come le condizioni di vita dei cani siano decisamente buone.

Nel corso degli ultimi mesi, in effetti, il canile è stato al centro di un lungo dibattito sull’igiene e sulle condizioni in cui gli animali erano ospitati, approdato anche in Consiglio comunale in più occasioni. «Si è trattato - ha precisato al riguardo lo stesso Bungaro - di polemiche strumentali, dato che parliamo di una struttura di alto livello. Ovviamente per quanto riguarda la localizzazione vi sono vantaggi (tra cui la raggiungibilità per operatori, veterinari e cittadini) e svantaggi, ma nel complesso parliamo di un luogo in cui si presta una grandissima attenzione al livello degli animali».

Apprezzamenti per l’opera sono stati espressi anche dalla presidente della Lega nazionale di difesa del cane Piera Rosati (che ha parlato di «una struttura modello») e dal portavoce dell’attuale ente gestore (in scadenza), Luca Lombardini.

Secondo quanto emerso, in questi giorni gli uffici dell’amministrazione stanno predisponendo il bando per la gestione, attualmente affidata proprio alla Lega del Cane.

(Foto Alessio Coser)

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