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Il riscaldamento globale?

I dati di Trento lo dimostrano:

notti più calde e non nevica più

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Notti tropicali, temperature sempre più estreme, piogge anch’esse irregolari alternate a prolungati periodi di assenza di precipitazioni. Temperature medie sempre più elevate e quota della neve che si alza sempre più. E ghiacciai che continuano ad arretrare e a ridursi: dal 1850 a oggi si è perso circa il 70% della superficie.

L’analisi combinata di Meteo Trentino (negli ultimi 100 anni almeno) e dell’Istat sull’andamento del clima della nostra città dal 2000 a oggi, evidenzia dati alla mano dei cambiamenti evidenti su temperature e nevicate, mentre sull’andamento delle precipitazioni annue medie ancora non ci sono ancora evidenze empiriche così certe.
A spiegarlo è Roberto Barbiero, previsore di Meteotrentino, che mette in evidenza come «sul fatto che la quota della neve si sia alzata e che le temperature siano più elevate non c’è dubbio: rispetto al periodo pre-industriale, ossia al 1850-1900, le temperature sono aumentate di circa 2,9 gradi».

E l’effetto sulla neve si è già visto negli ultimi anni. Meteotrentino infatti ha analizzato le nevicate dagli anni ‘30 ad oggi, e ha messo in evidenza il calo della nevosità media del trimestre invernale in tre differenti periodi climatici. Nei trent’anni tra il 1931 e il 1960 nel trimestre invernale i centimetri erano di 50, nella fase tra il 1961 e il 1990 i centimetri salgono a 52, mentre tra il 1991 e il 2017 si scende a 32 centimetri.
La ragione? Il fatto che a Trento città le temperature sono sempre più alte durante l’anno e anche durante il periodo invernale: «l’andamento medio delle temperature invernali su base trentennale evidenziano per il periodo 1991- 2017 un incremento di quasi un grado centigrado rispetto ai due precedenti e di oltre mezzo grado rispetto alla media secolare» spiegano gli esperti di Meteotrentino.

Analizzando, invece, i dati su base mensile si vede che il forte decremento delle quantità di neve «è pesato maggiormente sul mese di febbraio che ha gradualmente perso quasi il 70% della neve. Decisamente più contenuti risultano i decrementi degli altri due mesi che ammontano a circa il 18% in dicembre e 22% in gennaio. Per esso è sempre l’eccezionale nevicata del 1985 che determina il picco di 25 centimetri nel periodo intermedio» ossia quello tra il 1961 e il 1990 spiegano da Meteotrentino.
A confermare il costante aumento delle temperature e la presenza sempre maggiore di eventi estremi è l’analisi Istat sulle città capoluogo nel periodo tra il 2000 e il 2016.
In particolare, l’Istat ha messo in evidenza una serie di anomalie climatiche negli ultimi anni. A partire dalle notti con più di 20 gradi di temperatura minima, pari a 11 registrate nel 2016. Dato di cambiamento del clima che si accompagna all’aumento della temperatura media registrata nel 2016, quando l’anomalia è stata di un aumento 1,1 gradi centigradi sulla temperatura annua media del periodo 1971-2000. In particolare nel 2016 si è registratoa una temperatura media di 13,3° contro i 12,3° del periodo tra il 1971 e il 2000. Nel 2016 è poi piovuto meno, anche se solo 6,9 millimetri medi annui in meno, rispetto al periodo 1971-2000.

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