Falso cervo, il giudice gli «concede» i lavori utili

Un giovane studente di giurisprudenza accusato di falso ideologico

Il giudice ha concesso la messa alla prova al giovane studente di giurisprudenza accusato di falso ideologico per avere chiesto alla Provincia un risarcimento per un incidente causato dall’impatto con un ungulato. Il 20enne, secondo l’accusa, raccontò alla polizia locale di avere perso il controllo della sua automobile, il 6 settembre 2014, in località Vason, a causa di un ungulato che gli aveva improvvisamente attraversato la strada. La Forestale, avvisata diversi giorni dopo il presunto investimento del cervo, aveva però rilevato subito diverse anomalie.
 
 
Gli inquirenti hanno condotto un sopralluogo presso il deposito dove l’auto era in attesa di essere demolita. Il veicolo non presentava tracce di sangue o residui di pelle di animale ad eccezione di un ciuffo di peli, probabilmente di capriolo, che facevano bella mostra tra la lamiera e una griglia di plastica. Ma queste tracce biologiche, per l’accusa, invece di dimostrare il reale impatto con l’ungulato, sarebbero peli posticci, incastrati dopo l’incidente.
 
La difesa, ora, ha chiesto e ottenuto la messa in prova per il giovane studente, che presterà servizio presso una cooperativa sociale. Il prossimo 9 marzo ci sarà l’udienza di verifica.

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