Roma vuole altri 150 mln, è battaglia sui sacrifici

Arriva dalla legge di stabilità appena firmata dal presidente Napolitano il nuovo motivo di scontro tra la Provincia e il governo nazionale. Roma ha lasciato nella versione definitiva del testo le tabelle che prevedono un contributo aggiuntivo rispetto a quanto pattuito con l'accordo di giovedì scorso. In pratica, lo Stato potrebbe arrivare a chiedere un impegno «supplettivo» fino a 148 milioni di euro: i parlamentari Nicoletti e Fravezzi assicurano che si tratta di un «errore», mentre l'ex presidente Dellai dice: «La richiesta non verrà cancellata»

renzi rossiLa legge di stabilità è stata appena ufficializzata, con la firma del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che si preannuncia già, da parte di Trento e Bolzano, la volontà di cambiarla. Il nodo del contendere è la tabella sugli sforzi aggiuntivi chiesti dalla finanziaria nazionale a Trento e Bolzano per contribuire ai conti pubblici e la mancanza, per ora, della clausola di salvaguardia.

 

Se i parlamentari promettono impegno per togliere la tabella, da parte loro i due governatori, Ugo Rossi per Trento e Arno Kompatscher per Bolzano si sono già mossi per chiedere che il governo emendi la finanziaria accogliendo il patto di garanzia. In quel caso, si cancellerebbe il contributo, sostiene ad esempio Rossi, e si inserirebbe la clausola di garanzia per far sì che le misure previste nella legge di stabilità, come ad esempio la razionalizzazione delle società partecipate o la spending review sul personale, si possano mettere in pratica seguendo le regole proprie dell'autonomia provinciale e non, invece, in maniera automatica e diretta. Sul fronte dei sacrifici, poi, la legge di stabilità allunga di un anno la validità dei sacrifici previsti nella tabella del decreto legge 66 dell'aprile di quest'anno: si allungano al 2018 sia il contributo di 59 milioni di euro che Trento deve versare a Roma per contribuire al risanamento della finanza pubblica sia i 24,891 milioni di euro di accantonamenti (i soldi che lo Stato si trattiene dalle entrate trentine).


Le tabelle dalla bozza al testo ufficiale
Non avevano preoccupato più di tanto le tabelle con la richiesta di 37 milioni di euro annui di contributo aggiuntivo al risanamento dei conti pubblici chiesti a Trento tra 2015 e 2018 e presenti nella bozza della legge di stabilità. Primo: perché si trattava di una bozza. Secondo: perché l'accordo di Roma non era ancora stato raggiunto. Ora, però, giovedì scorso, quindi dopo l'intesa politica e tecnica a Roma tra Province autonome e governo, e dopo la ratifica del patto di garanzia da parte delle giunte di Trento, Bolzano e della Regione, le tabelle sono rimaste. In totale, se non verranno cancellate, rappresentano un conto aggiuntivo per Trento di 148 milioni di euro. Secondo l'interpretazione che arriva da deputati e senatori trentini si tratta di fatto di un «errore» come lo chiamano sia Vittorio Fravezzi, senatore dell'Upt, sia Daniel Alfreider, deputato della Svp. E Michele Nicoletti, del Pd, spiega che, secondo gli accordi tra esecutivo nazionale e Trento, «il governo recepirà in un emendamento quanto prevede il patto di Roma e quindi quella cifra verrà cancellata». Per Bolzano la cifra da cancellare è di 156 milioni di euro.
 

L'interpretazione sfavorevole
Il timore che circola tra alcuni parlamentari e tecnici è che i 37 milioni di euro per Trento e i 44 milioni di euro per Bolzano, ovvero 81 milioni di euro, rappresenterebbero la quota variabile dei sacrifici chiesti alle due Province autonome che lo Stato può decidere di aumentare se ci sono necessità di tipo finanziario particolari. A sostenerlo, ad esempio, è Lorenzo Dellai, deputato di Popolari per l'Italia: «Mi pare che la cifra rientri in quanto prevede il patto sulla discrezionalità che lo Stato ha di alzare la cifra richiesta di un 10%».
 

L'attesa per l'emendamento
Ora spiega Fravezzi «l'accordo politico prevede che la tabella sia tolta». Per Nicoletti «i principi dell'Accordo di Roma saranno recepiti tramite emendamento del governo» e in questo modo si otterrà sia la cancellazione del concorso aggiuntivo per il 2015-2018, sia l'inserimento della clausola di salvaguardia.

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