Pagano per la casa al mare ma a Jesolo non trovano nulla

Volevano trascorrere le vacanze al mare, sulle spiagge di Jesolo, e avevano trovato su internet una bella casa da affittare. Hanno inviato il bonifico con la caparra, ma all'indirizzo indicato non hanno trovato nulla: vittime delle «case fantasma». Denunciato un sessantenne di BassanoLe vacanze da dimenticare

di Marica Viganò

iaggia jesoloSenza muoversi dal divano è riuscito a far lievitare il proprio conto corrente di oltre 5mila euro in pochi mesi. Soldi facili, frutto di un raggiro in realtà poco ingegnoso: è bastato l'annuncio su un sito per pubblicizzare una casa-vacanza (inesistente) in affitto a far cadere nella trappola del truffatore due coppie di trentini ed una dozzina di aspiranti vacanzieri in partenza per la riviera veneta.


L'uomo che ha ordito il raggiro e che si è intascato i soldi è stato identificato grazie alle indagini della polizia postale di Trento. La denuncia risale a fine luglio ed era stata presentata da una donna al ritorno da Jesolo, «nera» non per il sole ma per l'arrabbiatura.

 

Ha raccontato la disavventura di cui è stata protagonista assieme al compagno: partiti per il mare, si sono accorti solo arrivati alla meta che l'indirizzo dell'appartamento che avevano prenotato attraverso internet era inesistente ed il telefono del referente staccato. Non solo hanno perso i 300 euro della caparra, ma subito si sono messi alla ricerca di un altro posto in cui alloggiare. Ed in piena stagione turistica si tratta di un'impresa assai ardua.

 

L'appartamento in cui la coppia pensava di trascorrere la vacanza è stato pubblicizzato per mesi in un sito di annunci, con le foto e la descrizione dettagliata dei locali, adatti ad ospitare fino a 6-8 persone. L'offerta era vantaggiosa ma in linea con le promozioni low cost del mercato: 670 euro per una settimana, con anticipo di 300 euro per sette giorni e di 500 per quindici. Inoltre erano pubblicati sia un numero di telefono che un contatto internet. Insomma, sembrava un annuncio «trasparente», con il sedicente proprietario dell'appartamento che ha risposto subito e con cortesia sia all'e-mail inviata per chiedere ulteriori informazioni, sia al telefono.

 

L'accento veneto dell'uomo aveva ulteriormente rassicurato la coppia, che senza troppi dubbi ha fatto un bonifico su un conto corrente bancario. Ma la truffa, purtroppo, è sempre dietro l'angolo: a Jesolo, a quell'indirizzo, non c'era alcun alloggio con le caratteristiche pubblicizzate sul sito.


Con un'indagine-lampo gli investigatori della polizia postale di Trento sono riusciti ad identificare il truffatore: si tratta di un sessantenne di Bassano, accusato di 14 raggiri. Complessivamente, da aprile a luglio è riuscito ad intascarsi 5.700 euro di acconti. Per eludere eventuali controlli aveva fornito alle vittime le coordinate di un conto corrente intestato ad un'altra persona ma al quale poteva eccedere egli stesso, e periodicamente andava a prelevare i soldi. Quando gli agenti della polizia postale di Trento lo hanno denunciato per truffa, si è proceduto anche al sequestro del conto corrente, che risultava svuotato.


Il sessantenne è accusato di aver raggirato un'altra coppia trentina, a fine giugno: marito e moglie si erano accorti della truffa poco prima di partire da Levico con la macchina carica di bagagli, perché non riuscivano a contattare l'uomo per definire gli ultimi dettagli di pagamento.


La polizia postale raccomanda di contattare non solo via e-mail o per telefono le persone che propongono affari sui siti di annunci, ma di cercare un contatto diretto, un incontro, prima dell'accordo di compravendita. Spesso i numeri di conto corrente forniti dai truffatori non sono abbinati ad una banca italiana, ma corrispondono a istituti di credito all'estero. Come è accaduto ad una donna trentina che ha inviato 700 euro su un conto spagnolo come caparra per l'affitto di un appartamento a Bolzano. Appartamento che la vittima non era andata a vedere di persona e che è inesistente.

 

Le vacanze da dimenticare

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