La Provincia taglia l'Irpef di 14 milioni

Dopo le imprese, tocca alle famiglie. Gli sgravi fiscali su Irap e Tasi non saranno un episodio isolato. Il presidente della Provincia Ugo Rossi ha annunciato la riduzione dell’addizionale Irpef dall’attuale 1,23% allo 0,90%, per i redditi inferiore ai 28.000 euro, che in Trentino sono circa 200.000. Questo comporterà una riduzione di entrate per il bilancio della Provincia di 14 milioni di euro. Novità anche sul fronte delle opere pubbliche: tempi più lunghi e regia unica dell’Agenzia per gli appalti, anche per le opere comunaliI tuoi commenti

di Luisa Maria Patruno

rossi dorigattiTRENTO - Dopo gli sgravi su Irap e Tasi per le imprese, il presidente della Provincia, Ugo Rossi, ha annunciato la riduzione dell’addizionale Irpef dall’attuale 1,23% allo 0,90% per i redditi inferiori ai 28.000 euro, che sono circa 200.000 contribuenti. Questo comporterà una riduzione di entrate per il bilancio della Provincia di 14 milioni di euro.


L’addizionale Irpef nel 2013 ha prodotto un gettito di 89 milioni di euro e le previsioni per il 2014 erano di 91 milioni. La riduzione - che come detto vale solo per i redditi più bassi - riporta dunque l’aliquota Irpef a quella prevista fino al 2011, ovvero prima dell’aumento deciso a livello nazionale dal governo Monti per il 2012 e il 2013, che era appunto dello 0,90% per tutti. Questo aumento dell’addizionale regionale aveva comportato per il Trentino maggiori entrate per 24 milioni di euro per il 2012 e altrettante per il 2013. Ora, riportando l’aliquota a quella del 2011, almeno per i redditi più bassi, quelli sotto i 28.000 euro l’anno, la Provincia rinuncia ad entrate per più della metà della maggiorazione decisa dal governo Monti.


L’aumento delle addizionali Irpef erano state decise a livello nazionale per coprire i costi della sanità.
Ieri il presidente Rossi nello spiegare questa scelta della riduzione, che inizialmente sembrava che la giunta volesse rinviare all’anno prossimo, ha detto in conferenza stampa: «Abbiamo deciso che accanto allo sforzo fatto per venire incontro alle imprese, con la riduzione dell’Irap, dovevamo dare un segnale significativo anche a favore delle famiglie. Entrambi i provvedimenti esprimono la nostra preferenza per la riduzione della pressione fiscale rispetto alle incentivazioni, come ci chiedono l’Unione europea e le imprese. Già in questa Finanziaria prevediamo una riduzione degli incentivi alle imprese».


La riduzione complessiva della pressione fiscale prevista dalla giunta Rossi, con la legge finanziaria che si appresta a varare, raggiunge quindi la cifra di 134 milioni di euro di minori entrate rispetto ai previsti 412 milioni di tributi propri. I tagli sull’Irap sono infatti stati quantificati in 108 milioni di euro e a questi si aggiungono 7 milioni di euro di esenzione dalla Tasi per gli immobili produttivi e altri 5 milioni di riduzione sui tributi locali sul patrimonio immobiliare.


Secondo il presidente della Provincia, queste riduzioni di imposte non comporteranno tagli ai servizi né aumento delle tariffe dei servizi forniti dalla Provincia o dai comuni (trasporti, mense scolastiche, etc.). Questo almeno è l’impegno che la giunta si vuole assumere. «Le riduzioni della pressione fiscale - sostiene Rossi - saranno finanziate con i risparmi di spesa che riusciremo a fare con i piani di miglioramento della pubblica amministrazione. Per questo abbiamo deciso di istituire un Fondo per la riduzione della pressione fiscale». Sul fronte della «coesione sociale». Ieri Rossi ha confermato lo stanziamento di 21 milioni sul triennio 2014-2016 per i nuovi ammortizzatori sociali (reddito di attivazione per chi è senza lavoro e reddito di qualificazione per i giovani).

 

Per il piano del Trentino trilingue che tanto sta a cuore al governatore, saranno messi a bilancio 6 milioni di euro nel triennio. Sempre sul fronte della scuola il bilancio dovrà prevedere gli stanziamenti per le 700 assunzioni a tempo indeterminato promesse da Rossi, più la sostituzione degli insegnanti che andranno in pensione. Ieri però il presidente non ha voluto essere più preciso sui tempi e le cifre perché la questione non è ancora definita e fa parte della trattativa avviata con i sindacati. È ancora tutto da vedere dunque se le 700 regolarizzazioni avverranno un tempo per il prossimo anno scolastico oppure solo in parte.


Stessa incertezza sui costi viene espressa anche per il piano di prepensionamenti dei dipendenti provinciali che ieri Rossi ha confermato di voler attuare. Soddisfazione per la novità sull’Irpef viene espressa da Franco Ianeselli (Cgil): «Segnale nella giusta direzione».

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