Pacher è l'unico  candidato forte

Mauro Colaone, ex dirigente provinciale alle Foreste, spiega perché, a suo avviso, la persona giusta per il dopo Dellai è Alberto Pacher Siete d'accordo? 

pacherVi ricordate la società dei due terzi? Era un'immagine coniata negli anni settanta dalla socialdemocrazia tedesca, che ebbe molta fortuna anche in Italia: stava ad indicare una società in grado di garantire il benessere per il due terzi dei cittadini e un supporto tramite il welfare per l'altro terzo.

 

Oggi la Banca d'Italia ci dice che per due famiglie su tre il reddito non basta proprio e che la ricchezza netta detenuta dal 10% più abbiente è salita dal 2008 e il 2010 dal 44 al 46,1%. È sempre la società dei due terzi, ma in una situazione letteralmente capovolta dove prevalgono coloro che dispongono di un reddito insufficiente e aumentano le diseguaglianze. In poche parole aumenta il disagio e la sofferenza per molti mentre in pochi sono sempre più ricchi. E per me rimane un mistero il fatto che ci siano ancora tante persone che credono al sogno berlusconiano in cui tutti possiamo diventare più ricchi, più belli e più giovani, dove a nessuno è negato il suo quarto d'ora di successo. Altro che sogno. Siamo di fronte ad un incubo e forse per questo preferiamo non svegliarci.

 

E in Trentino? La situazione non è certamente così drammatica come nel resto del Paese: il benessere è ancora largamente diffuso e non si registrano ancora, per fortuna, diseguaglianze così marcate. Da noi, differentemente dall'Italia, il sistema funziona ancora pur tra errori e criticità che non mancano, segno che siamo in presenza di una classe dirigente (politici, quadri dirigenti della burocrazia, responsabili dell'economia e dei servizi sociali) che sa ancora fare il suo mestiere a servizio della comunità. Anche se qualche campanello d'allarme è suonato e speriamo non rimanga inascoltato. Come altro spiegare altrimenti il fatto che un trentino su 5 ha premiato nelle urne il M5S ?

 

Penso che per l'appuntamento del prossimo autunno la coalizione del centro sinistra autonomista dovrebbe presentarsi con un programma con forti elementi di novità, pur in un quadro di sostanziale continuità. Fuori dal politichese significa dare forza e concretezza a tutte quelle proposte indirizzate ad una forte difesa dei ceti medi trentini: le piccole imprese artigiane, i piccoli commercianti, gli agricoltori soprattutto di montagna, i piccoli operatori turistici, i lavoratori dipendenti e quelli del pubblico impiego. Si tratta di preservare questa larga fascia della nostra società dalle derive del resto del Paese, utilizzando il bilancio provinciale anche per una azione di redistribuzione delle risorse a favore di tutti questi soggetti.

 

Se lasciamo che anche da noi prevalga una società dei due terzi capovolta tutti gli obiettivi di modernizzare il Trentino, di innovare attraverso la ricerca, la scuola e la realizzazione di grandi infrastrutture rischia di diventare qualcosa di inutile o, comunque, che interessa poche persone. Tutto questo va fatto preservando un sistema, certamente migliorandolo e cambiandolo laddove si ritiene necessario, che ancora funziona e che ha saputo produrre una buona amministrazione. E dovrebbe esserci in campo un candidato presidente capace di interpretare questa linea di cambiamento nella continuità: per quanto mi riguarda chi meglio lo può fare è Ale Pacher.

 

(tutto su Progetto Trentino)

 

Mauro Colaone
Ex dirigente provinciale alle Forest
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