ROVERETO. L'accusa era pesante: violenza sessuale su un'atleta, che all'epoca dei fatti era minorenne. Ma ieri, 24 ottobre, a Rovereto il processo a carico dell'allenatore di pallavolo è durato solo un paio d'ore. Sono bastati le parole di una teste e i messaggi trovati sullo smartphone della presunta vittima per convincere i giudici ad andare subito in camera di consiglio e ad emettere una sentenza di assoluzione per il quarantenne, che all'inizio dell'inchiesta era stato radiato dalla Federazione pallavolo.

Nè lui nè i suoi avvocati hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione al termine dell'udienza.

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