ROVERETO. Fin da ragazzo ha imparato a riconoscere le erbe medicinali. Ha seguito le orme del padre Marcello e con lui ha percorso in lungo e in largo prati e boschi di mezzo Trentino, dal Baldo alla Rendena, alla ricerca di bacche, di foglie, di germogli e di radici che diventeranno poi decotti e infusi, unguenti e creme... Antichi rimedi per la salute, per la longevità e, perché no, per la bellezza.

Da una passione alla professione il passo non è stato né semplice né immediato: ha richiesto studi e impegni non indifferenti ma i risultati non sono mancati tanto che Vecli in città è sinonimo (anche) di erboristeria, di erbe che fanno bene, di soluzioni naturali ma con solide basi scientifiche.

Un patrimonio che purtroppo tra pochi giorni arriverà al capolinea: Gianpietro Vecli, classe 1949, già assessore provinciale ai trasporti, protezione civile, fonti energetiche e ripristino ambientale durante la presidenza Andreotti dal 1993 al 1998, titolare dell'erboristeria "Millefoglie" di via Mazzini ha deciso di chiudere le propria attività: «C'è un tempo per tutto, anche per dire basta ad un impegno quotidiano come è il negozio. Certo, mi dispiace perché mi verrà a mancare il rapporto con le persone che sono passate da qui per comprare qualche prodotto o solamente per un consiglio. Rapporti costruiti e consolidati nel tempo che mi spiace dover interrompere, ma è così ormai ho deciso che verso il 10 dicembre "Millefoglie" chiude».

«Peccato: caro dottore, mi verrà a mancare un punto di riferimento...»: così un anziano rammaricato stringe la mano, saluta e ringrazia Gianpietro Vecli mentre lascia la bottega che profuma di erbe buone "per il corpo e per lo spirito" come dicevano le nonne per convincerti a bere una tisana o a deglutire uno sciroppo.

Una laurea in biologia a Parma (durante la quale ha insegnato scienze e chimica al Fontana e al Filzi) e poi la specialità a Pisa in Scienze tecniche delle piante medicinali nel 1982. Nel frattempo, però, era il 1977, è arrivata la licenza per l'apertura dell'erboristeria in via Mazzini con laboratorio per oli e creme.

Un pioniere per quei tempi, un innovatore, un ricercatore ed un profondo conoscitore della città e dei suoi abitanti: «In quasi mezzo secolo di attività ho vissuto la trasformazione di Rovereto e la crescita della sensibilità e verso il mondo della natura e delle piante officinali. E mi ha enormemente gratificato - evidenzia Vecli - poter trasmettere le conoscenze acquisite dalla tradizione e dagli studi».

Un custode di saperi e un dispensatore di consigli per stabilire relazioni fondate sulla conoscenza e sulla fiducia, elementi preziosi che non si trovano nell'anonimo mondo di internet: «Lo dicono gli stessi clienti, che ringrazio, con i quali ho costruito rapporti bellissimi e dai quali ho imparato tante cose. E' vero - conclude Vecli - ho dispensato consigli, ho scambiato tante parole per trovare un rimedio alle loro richieste, ma sono stato ricambiato.

"Qui troviamo qualità del prodotto, vendita assistita, relazioni sociali e umane", sono le frasi dei clienti che mi fanno estremamente piacere. Ho rinunciato ad altre professioni che mi avrebbero portato in giro per l'Italia: il "mal del campanil" mi ha trattenuto qui. E non mi pento per nulla...».