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ROVERETO. Il caso dei volontari della Croce Rossa che operano presso l'ospedale di Rovereto è finito sul tavolo del Consiglio provinciale. Il consigliere di Campobase Francesco Valduga ha sollevato la questione relativa alle difficoltà che i soccorritori incontrano per accedere al servizio mensa, una situazione che li distingue negativamente da tutti gli altri presidi ospedalieri del territorio.
La denuncia è precisa: a differenza di quanto avviene negli altri ospedali, i volontari della Croce Rossa non possono accedere direttamente alla mensa interna della struttura sanitaria roveretana. Sono invece costretti a percorrere 300 metri per ritirare i pasti, serviti in contenitori monouso, che poi consumano in una saletta descritta come poco confortevole e inadeguata.
L'assessore Tonina ha respinto le critiche, sostenendo che l'attuale organizzazione del servizio rappresenta "quanto di meglio l'ospedale di Rovereto è in grado di offrire nel rispetto delle norme igieniche". Secondo la sua versione, le caratteristiche strutturali della mensa ospedaliera e i vincoli logistici presenti nella struttura non permettono soluzioni diverse.
L'assessore ha inoltre contestato la distanza indicata dal consigliere, precisando che si tratta di "circa 170 metri" e non 300. Ha poi sottolineato che i soccorritori possono utilizzare un ingresso riservato che consente loro di evitare le code, mentre l'area pasti è stata recentemente riorganizzata, viene pulita quotidianamente ed è dotata di sedie e tavoli. Nelle immediate vicinanze sono inoltre disponibili distributori di bevande calde e fredde.
Il consigliere Valduga non si è detto soddisfatto della risposta, evidenziando "la discrepanza tra la risposta dell'assessore e la pratica dei soccorritori". Ha ribadito la fiducia nei racconti dei volontari, ai quali "non abbiamo motivo di non credere", e ha espresso preoccupazione per le possibili "disparità con le altre strutture che risultano incomprensibili".
La richiesta finale è stata quella di un approfondimento diretto: "Chiederei all'assessore di andare ulteriormente a fondo ascoltando il racconto dei volontari", ha concluso Valduga, lasciando aperta la questione su un servizio che dovrebbe garantire pari dignità a chi opera quotidianamente nell'emergenza sanitaria.


