ROVERETODolori alla schiena? Ernia del disco? Quanti di noi soffrono di questi dolori cronici che peraltro hanno il potere di renderci praticamente inabili sia fisicamente che emotivamente? La medicina si occupa da sempre di terapia del dolore, ossia della diagnosi e del trattamento del dolore, sia acuto che cronico, con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita dei pazienti.

La terapia del dolore può includere interventi farmacologici, chirurgici, strumentali, psicologici e riabilitativi. Recentemente a Rovereto sono stati fatti passi da gigante grazie all'introduzione - nel trattamento di determinate e specifiche patologie su cui l'intervento farmacologico dà scarsi risultati - di un dispositivo medico denominato "Zineu", un dispositivo che nasce in Corea ma che ora si sta diffondendo anche in Europa. "Zineu" è progettato per affrontare patologie complesse come la sindrome delle gambe senza riposo, il fallimento di chirurgia della schiena (Fbss), il dolore cronico alla schiena, la stenosi del canale e l'ernia del disco intervertebrale (Hivd).

Proprio a Rovereto questo dispositivo ha fatto il suo debutto, a livello nazionale, con successo: un primo intervento infatti è stato eseguito e ha registrato risultati di drastica riduzione del dolore. Ora l'Azienda sanitaria provinciale attraverso l'ufficio acquisti si appresta a fare un nuovo bando per acquisire la fornitura di nuovi dispositivi che possano rispondere alle esigenze dei pazienti trentini che soffrono di patologie con dolore cronico.

Al centro di questo successo c'è il Reparto di anestesia e rianimazione dell'ospedale Santa Maria del Carmine, e c'è in particolare il dottor Massimiliano Raggi (a sinistra nella foto con Giovanni Pedrotti, ndr), il medico operatore che, con la sua expertise e le sue capacità manuali, ha guidato l'intervento pionieristico, sotto la guida e la supervisione del primario, il dottor Giovanni Pedrotti.

Quali sono gli aspetti più interessanti di questa nuova metodologia di intervento? «Decisamente per prima cosa la sua grande capacità di alleviare il dolore» sentenzia Pedrotti. «E poi - aggiunge Raggi - un aspetto particolarmente interessante di Zineu è la riduzione del rischio di complicanze spesso associate ad altre tecniche, come l'aumento della pressione intracranica che può verificarsi nell'epiduroscopia. Perché questo dispositivo è meno invasivo e dunque permette interventi più mirati rispetto ad altre tecniche. Questi miglioramenti rappresentano un grande passo in avanti nella sicurezza per i pazienti, contribuendo a rendere gli interventi non solo meno rischiosi, ma anche più efficaci».

L'uso di questo dispositivo non è solo un passo avanti nella tecnologia medica per l'ospedale, come è evidente, ma è anche un segno della volontà della direzione sanitaria del Santa Maria del Carmine di confermare la centralità del nosocomio roveretano per tutto il sistema sanitario e ospedaliero trentino, oltre che essere una scelta che segnala l'ospedale di Rovereto come centro d'avanguardia per l'innovazione medica.