PHOTO
ROVERETO. Di positivo c'è che, finalmente, l'ex Gil a due passi dal centro storico tra poco uscirà dall'elenco degli ecomostri per essere restituita alla comunità. Cosa diventerà, però, è un mistero. Perché nessuno lo sa e la Provincia ha secretato la determina che, di fatto, ne dispone il restauro. Motivo? «Contiene informazioni che finiranno a breve nel capitolato d'appalto e quindi non è il caso di renderle pubbliche», taglia corto il dirigente dell'Agenzia per le opere pubbliche Giancarlo Anderle.
Il Comune, da parte sua, è all'oscuro di tutto: amministratori e tecnici non sanno nulla. La proprietà dell'ex scuola tra largo Camera di commercio e via Savioli, d'altro canto, è di piazza Dante ma del suo futuro in piazza del Podestà, come detto, non sono ancora al corrente. «In verità, quando l'Apop mette la dicitura riservato a documenti come questo - stiamo parlando di "approvazione in linea tecnica del documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) in relazione all'intervento denominato "Rovereto, Lavoro di restauro immobile ex Gil" - si parla di questioni di forze dell'ordine o militari. - spiegano la sindaca Giulia Robol e il vice Andrea Miniucchi - Se si trattasse del nuovo commissariato di polizia o della nuova caserma della guardia di finanza avrebbe un senso».
Ma così non è anche se in passato queste due ipotesi erano rimaste in ballo a lungo.Ad escludere soluzioni «in divisa», tra l'altro, è la stessa Provincia che invita ad attendere il bando quando sarà pubblicato dall'Apac. Cosa arriverà, dunque, per ora a Rovereto non si sa. É comunque un bel segnale sapere che l'ex Gil - diventata negli anni rifugio di disperati e senzatetto - sarà rimessa in sesto. A dire il vero, altro piccolo «giallo», sempre la Provincia ha affidato l'incarico di vigilanza del compendio con un appalto da 976 euro e la sorveglianza riguarda solo la notte.L'ex Gil, per altro, è tutelata dalle Belle arti come opera del Ventennio da preservare e quindi non ci sono molti margini di manovra.
«Questo è un limite. - conferma la sindaca - E quindi non potrà tornare ad essere una scuola ma potrebbero trovare posto uffici. Per noi l'importante è riattivare l'edificio per migliorare il centro città anche esteticamente».Una delle ipotesi, ma tale è, potrebbe essere il trasferimento degli uffici tecnici dalla Cecenia (l'ex cartiera). Ma potrebbe ospitare anche qualcos'altro. «É uno dei temi di cui dobbiamo discutere con la Provincia. - chiosa la prima cittadina - Mi fa comunque piacere che si sia presa in mano la questione per non lasciare un altro edificio rovinato a due passi dal centro storico».In passato, come detto, i suggerimenti sulla riconversione dell'ex Gil (struttura fascista realizzata negli anni Trenta del secolo breve che per un periodo è stata pure un centro sociale anarchico) si sono sprecati. Fino all'ultimo, la nuova sede del liceo artistico Depero, cassata da piazza Dante.
«Trasformare quell'edificio in una scuola - spiegava tempo fa l'assessore provinciale Achille Spinelli - sarebbe stato semplicemente impossibile. Ci sono dei vincoli stringenti sull'ex Gil, che non può essere toccato ma solo risanato, e le norme attuali per gli edifici scolastici rendevano di fatto impossibile l'idea del Comune. La forte convinzione, il desiderare qualcosa non è sufficiente per trasformarlo in realtà. Abbiamo lavorato sull'ipotesi di traslocare in quegli spazi la sede del commissariato di polizia. C'è stata una lunga interlocuzione con Roma perché era una soluzione che poteva andare bene ed entrambe le parti ma l'idea si è poi arenata per una questione economica. Allo Stato sarebbe andata benissimo come soluzione che fosse stata Trento a pagare i costi e a consegnare il tutto chiavi in mano».


