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ROVERETO. I marciapiedi di Rovereto li conosce ormai a memoria, metro dopo metro, buche comprese. «Che sono tante, troppe, e rendono difficile e a volte anche pericoloso camminarci sopra», spiega Enrico Caldiroli, noto per essere il titolare dell'autoscuola Sprint, ma da qualche anno anche un camminatore indefesso.
«Percorro all'incirca dai 70 agli 80 chilometri alla settimana, su e giù per la città - racconta - aiutandomi con i bastoncini del nordic walking proprio per non finire per terra». L'anziano ha deciso di farsi portavoce delle istanze dei pedoni roveretani: «In molti casi i marciapiedi di Rovereto sono pieni di buche, avvallamenti, pezzi di asfalto mancante, radici degli alberi che fuoriescono, un vero disastro. L'amministrazione ha annunciato di voler utilizzare i droni per riparare le strade su cui corrono le auto, forse li dovrebbe usare per sistemare i marciapiedi, cercando di evitare che le persone si facciano del male».
Caldiroli, nelle sue lunghe camminate, si è imbattuto spesso in situazioni potenzialmente drammatiche: «In via Baratieri, una donna con un neonato in braccio ha messo un piede in fallo per colpa del marciapiede sconnesso: se non avesse avuto il passeggino a cui appoggiarsi sarebbe sicuramente caduta trascinando con sé anche il piccolo».
Altro episodio: «Durante una passeggiata incontro una signora anziana che cammina col bastone, arriva in prossimità dei lavori della fibra ottica, dove l'asfalto non è allineato, e rischia di finire per terra: e se non avesse avuto al suo fianco la figlia sarebbe certamente caduta». Il problema si aggrava ulteriormente quando a muoversi in città sono le persone con disabilità oppure non vedenti.
Altri punti critici, secondo Caldiroli, sono il marciapiede nei pressi dell'ex Inail, quello di accesso ai giardini Perlascae in via Campagnole, solo per citarne alcuni. «In realtà basta spostarsi un po' da corso Rosmini per trovare situazioni pessime - è la critica che muove Caldiroli -. Un anno fa ho avuto un incontro all'ufficio tecnico del Comune con l'ingegnere Campostrini e l'assessore Fait, i quali mi avevano rassicurato che almeno i marciapiedi di via Baratieri sarebbero stati sistemati».
«La popolazione sta invecchiando sempre di più, quindi in giro per la città si vedono sempre più anziani che si spostano a piedi, sarebbe il caso di investire risorse pubbliche per mettere in sicurezza i loro spostamenti». Sempre nell'ottica di offrire un aiuto ai pedoni è anche la richiesta che riguarda i semafori: «I tempi di attesa vanno rivisti perché oggi i pedoni devono attendere troppo tempo prima di poter attraversare la strada e ciò li incoraggia a fregarsene del rosso, come mi è successo di vedere numerose volte. Una soluzione potrebbe essere anche quella di posizionare dei monitor che indicano il tempo di attesa».
La vita dei pedoni, ormai, è tutt'altro che semplice, anche a Rovereto: «Sui marciapiedi spesso dobbiamo fare attenzione alle biciclette, che fra l'altro viaggiano anche contromano, tutto questo in spregio al codice della strada. E lo stesso vale per i monopattini. Per non parlare di quando dobbiamo utilizzare le strisce pedonali: ho imparato a mettere il bastone in avanti per intimare alle auto di fermarsi».
E visto che si parla di educazione stradale, Caldiroli chiude con un'altra critica: «Devo constatare che in pochi rispettano i limiti dei 30 orari in città. Sembra proprio che tutti disimparino ciò che viene loro insegnato a scuola guida».


