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ROVERETO. L’ex Peterlini si prepara a cambiare volto. Lo storico edificio di via Savioli, nel cuore di Rovereto, sarà trasformato in una grande mensa destinata agli studenti delle scuole superiori e dell’Università, ma anche in uno spazio aperto alla socialità e alle attività associative. Alla consegna dei lavori ha partecipato anche il vicepresidente della Provincia Achille Spinelli, che ha evidenziato il ruolo strategico dell’intervento all’interno di un’area interessata da numerosi progetti di riqualificazione urbana.
L’opera rappresenta il recupero di uno dei simboli dell’archeologia industriale cittadina. Costruita nel 1901, la struttura ha ospitato nel tempo una filanda, una fabbrica di cioccolato, un salumificio, un’officina meccanica e successivamente un’attività di noleggio autobus e deposito di attrezzature sportive. Dopo l’esperienza legata a Manifesta7 nel 2008 e un lungo periodo di inutilizzo, nel 2022 l’immobile è stato trasferito gratuitamente dalla Provincia al Comune di Rovereto, che ha avviato il percorso di recupero.
La posizione dell’edificio è considerata strategica perché collega il centro storico, le sedi universitarie e l’area dell’ex Manifattura, a poca distanza dal futuro polo delle Scienze della vita. Il progetto, firmato dall’architetto Massimo Scartezzini dello studio Bbs, punta a conservare il valore storico dell’immobile adattandolo alle nuove esigenze della città. I lavori sono stati affidati alla società Nerobutto in associazione temporanea con la ditta Basso geom. Luigi.
L’investimento complessivo ammonta a 5,3 milioni di euro e il cantiere avrà una durata prevista di circa due anni. Successivamente sarà realizzato un lotto di completamento da almeno 1,3 milioni di euro per la sistemazione delle aree esterne, il potenziamento dell’illuminazione, l’adeguamento della cucina e la messa in sicurezza degli spazi accessori. La sindaca Giulia Robol ha spiegato che la struttura sarà utilizzata come mensa durante il giorno e come sede per associazioni culturali e sociali nelle ore serali. Un progetto sostenuto anche dalla Comunità della Vallagarina, il cui presidente Alberto Scerbo ha definito l’opera un investimento strategico per tutto il territorio.


