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ROVERETO. Non occorre essere dei cervelloni del computer per comprendere quanto l'argomento sia importante, addirittura cruciale. L'intelligenza artificiale è piombata prepotentemente nella nostra vita ed è destinata a mutarla in moltissimi aspetti, non tutti necessariamente positivi, ecco perché discuterne diventa quasi un bisogno collettivo. Lo si farà, in maniera critica e approfondita, nella tre giorni del festival «Informatici Senza Frontiere» che si terrà dal 5 al 7 novembre a Rovereto.
L'evento, giunto alla undicesima edizione, è stato presentato ieri mattina a Palazzo Alberti Poja. Presenti l'assessore comunale alla transizione digitale Michele Dorigotti e la collega alla cultura Micol Cossali. Collegata da Trento l'assessora provinciale alla cultura Francesca Gerosa.
«Il tema di questa edizione tocca il cuore di una sfida epocale - le parole dell'assessora Gerosa -, oggi non basta più chiederci cosa l'intelligenza artificiale possa fare, ma dove ci stia portando e quali siano le conseguenze per la nostra società. Vanno affrontate le ricadute sociali ed etiche mettendo al centro ciò che ci rende umani».
L'Intelligenza Artificiale è destinata ad avere conseguenze importanti sul futuro delle nuove generazioni. «I giovani, oggi, dispongono certamente di maggiori capacità tecnologiche rispetto alle altre generazioni - la sottolineatura dell'assessore Dorigotti -, ma devono fronteggiare anche grandi fragilità».
Il festival affronterà la delicata e attuale tematica attraverso dibattiti, spettacoli e laboratori per le scuole. Numerosi gli ospiti internazionali che arriveranno a Rovereto per prendere parte ai vari appuntamenti. In programma anche l'anteprima mondiale del film «Gal» sul conflitto israelo-palestinese, un confronto sull'impatto ambientale dei data center ed è annunciata anche la presenza di un cane robot.
Tra gli ospiti Fosca Giannotti, professoressa di intelligenza artificiale alla Scuola Normale Superiore di Pisa, che lavora allo sviluppo di sistemi di IA centrati sulle persone; Simone Pieranni, giornalista e autore di podcast, esperto di Cina e delle strategie con cui il Paese si muove nella competizione tecnologica globale; Teresa Numerico, filosofa della scienza all'Università Roma Tre, che si occupa dei limiti dei modelli linguistici e della diversità delle intelligenze umane; Viola Schiaffonati, docente di Filosofia della scienza al Politecnico di Milano, che approfondisce le implicazioni etiche e politiche dell'intelligenza artificiale; e Fabio «Kenobit» Bortolotti, musicista 8-bit e attivista digitale, che analizza il potere dei social e le possibili alternative.
A Dino Maurizio il compito di tradurre in azioni concrete tutto il lavoro di preparazione svolto in questi mesi, in veste di coordinatore del festival. Nella presentazione del programma di questa undicesima edizione ha lanciato un avvertimento che è anche un monito per chi si «abbuffa» di social: «Più noi li utilizziamo, e più le aziende ci investono sopra», con tutte le conseguenze che stiamo imparando a scoprire ogni giorno.
Il festival, come detto, dedica una parte importante delle attività alle scuole, con laboratori che permettono di sperimentare direttamente le applicazioni del digitale. Gli studenti possono programmare rover per esplorare ambienti sconosciuti, lavorare sulla generazione di immagini e musica attraverso l'IA, imparare a riconoscere fake news e deepfake, sviluppare prototipi interattivi e avvicinarsi alla fabbricazione digitale.
Le attività sono distribuite tra il Museo di Scienze e Archeologia, Iprase e Palazzo Alberti Poja.
Venerdì 6 e sabato 7 novembre Iprase ospita inoltre «Sensoltre», mostra di sei storie tattili realizzate da Giovanni Pedote, in arte Giope, artista scomparso pochi mesi fa. Le opere – «No digital divide», «Maledetti piedi freddi», «Voglia di respirare», «Condivisione», «Eterno divenire» e «Accogliamo» – sono sviluppate attraverso il linguaggio della pittoscultura e invitano a conoscere e interpretare il mondo attraverso il tatto e l'ascolto.
Il progetto, che accompagna Informatici Senza Frontiere dal 2013, unisce ricerca artistica e accessibilità, superando le barriere sensoriali attraverso opere esplorabili e ascoltabili.


