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ROVERETO. Sei testimonianze, un cammino condiviso e un mandato rivolto all'intera comunità. È questo il cuore della Veglia missionaria diocesana in programma domani, venerdì 23 ottobre, alle 20 nella chiesa della Sacra Famiglia a Rovereto, presieduta dall'arcivescovo di Trento Lauro Tisi. Il tema scelto, «Uno in Cristo, uniti nella missione», richiama l'idea di una Chiesa chiamata a testimoniare il Vangelo non soltanto attraverso chi parte per terre lontane, ma anche nelle relazioni e nelle esperienze quotidiane.
L'iniziativa si inserisce nel calendario dell'Ottobre missionario, dopo la Giornata missionaria mondiale celebrata domenica scorsa, e coinvolgerà in particolare le comunità della Vallagarina, in questo periodo interessate dalla visita pastorale dell'arcivescovo. La serata segnerà inoltre l'avvio del percorso verso il centenario della pastorale missionaria della Diocesi di Trento, che culminerà nel novembre 2027.
Il cammino attraverso la città
La veglia prenderà avvio già alle 19.30, con il ritrovo dei partecipanti in cinque diversi punti di Rovereto. Da qui le comunità parrocchiali si incammineranno verso la chiesa della Sacra Famiglia, portando con sé alcune parole simboliche che rappresentano il loro percorso: accoglienza, compassione, servizio, condivisione, disponibilità e cambiamento.
All'interno della chiesa, le parole andranno a comporre un percorso comune, pensato come segno visibile di una comunità che procede insieme. Un gesto che introduce il significato della celebrazione: la missione come responsabilità condivisa, che coinvolge le diverse realtà della Chiesa e si traduce in azioni concrete.
Sei voci per raccontare la missione di oggi
Il momento centrale della serata sarà dedicato all'ascolto di sei testimonianze, introdotte da alcuni passaggi del messaggio di papa Leone XIV per la centesima Giornata missionaria mondiale.
A raccontare modi diversi di vivere la missione saranno Ettore, laico impegnato nella propria comunità; Marilena, volontaria della Caritas; Victorine, donna migrante coinvolta nella comunità parrocchiale di Santa Maria; padre Oscar, missionario trentino in Tanzania; Letizia, impegnata nei gruppi di ascolto della Parola; e i giovani del Sermig di Mori.
Esperienze differenti, accomunate dall'attenzione alle persone e dalla volontà di tradurre il Vangelo in relazioni, solidarietà, accoglienza e servizio. Il messaggio della veglia è che la missione non riguarda esclusivamente chi opera nei Paesi lontani, ma interpella ogni battezzato, a partire dalla propria comunità e dai luoghi della vita quotidiana.
Dopo la riflessione dell'arcivescovo Lauro Tisi, la celebrazione culminerà nel mandato missionario, rivolto a tutti i presenti come invito a diventare testimoni del Vangelo nei rispettivi ambienti di vita. Al termine sarà consegnato un ricordo da condividere anche con gli anziani e gli ammalati delle parrocchie. La serata si concluderà con un momento conviviale negli spazi della Sacra Famiglia.
Verso i cento anni della missione diocesana
La veglia aprirà ufficialmente il cammino verso il centenario della pastorale missionaria trentina. Le origini risalgono al 1927, quando, per impulso dell'allora arcivescovo Celestino Endrici, nacque il Segretariato missionario diocesano, affidato a monsignor Giacomo Dompieri. Da quella struttura si è sviluppato, nel corso dei decenni, l'attuale Centro missionario diocesano.
L'anniversario sarà l'occasione per ricordare i missionari e le missionarie trentini partiti per annunciare il Vangelo nel mondo, ma anche per rinnovare l'attenzione alla dimensione missionaria delle comunità cristiane. Una prospettiva che, nel messaggio per la Giornata missionaria mondiale 2026, viene richiamata anche da papa Leone XIV.


