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ROVERETO. Ci vorrà almeno un anno per vedere in azione sulle strade di Rovereto il primo cane poliziotto in forza alla Polizia locale. Prima, però, serve il via libera del Consiglio comunale, chiamato questa sera a votare l'istituzione dell'Unità cinofila. Il provvedimento sembra godere di un sostegno trasversale, sia in maggioranza sia tra le opposizioni, ma sarà il voto in aula a stabilire se il progetto potrà diventare realtà.
La proposta era stata avanzata alcuni anni fa da Domenico Catalano, consigliere comunale del Patt e carabiniere in congedo. Dopo un lungo percorso, l'amministrazione è arrivata al passaggio decisivo: l'approvazione del regolamento che disciplinerà il nuovo servizio di controllo del territorio e prevenzione dei reati.
Il cane, affiancato dall'agente conduttore, sarà impiegato nelle attività di pattugliamento, con particolare attenzione alle zone considerate più sensibili: parchi, scuole, fermate degli autobus e stazione ferroviaria. La priorità sarà il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, soprattutto tra i giovani, ma l'Unità cinofila potrà contribuire anche alle altre attività della Polizia locale per la tutela dell'ordine urbano. Sono previste, inoltre, iniziative di educazione e sensibilizzazione negli istituti scolastici.
«L'impiego di unità cinofile costituisce uno strumento operativo specialistico idoneo a rafforzare le attività di prevenzione, controllo e vigilanza del territorio di competenza, con particolare riferimento alla lotta allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti», sottolinea l'amministrazione comunale.
L'Unità cinofila sarà composta da un agente del Corpo di Polizia locale e da un cane appositamente selezionato e addestrato. I tempi necessari per individuare l'animale più adatto, seguirne la crescita e completarne la preparazione spiegano perché il servizio non potrà partire prima di un anno. Anche il vigile incaricato dovrà affrontare un percorso formativo specifico.
Il ruolo del conduttore non si limiterà all'attività operativa. L'agente sarà responsabile del benessere e della cura quotidiana dell'animale, dovrà garantirne la piena efficienza fisica e addestrativa, occuparsi dell'alimentazione, mantenere puliti gli spazi destinati al ricovero e monitorarne le condizioni di salute. Le spese di mantenimento saranno sostenute dal Comune.
Il cane vivrà nell'abitazione dell'agente che lo accompagnerà durante il servizio, anche se il regolamento contempla la possibilità di attrezzare una cuccia nella sede del Comando della Polizia locale di Rovereto. Il rapporto operativo tra i due dovrà durare almeno cinque anni, salvo eventuali problemi che ne impediscano la prosecuzione.
Il regolamento disciplina anche il futuro dell'animale nel caso in cui non sia più idoneo al servizio in modo permanente o l'amministrazione decida di interrompere l'attività dell'Unità cinofila. In queste circostanze, sarà individuato un nuovo affidatario, privilegiando la cessione gratuita al conduttore. Qualora quest'ultimo rinunciasse, il cane potrà essere affidato a un altro appartenente alla Polizia locale, a una persona esterna al Corpo oppure a un'associazione impegnata nella tutela degli animali.


