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ROVERETO. I sozzoni che lordano il territorio gettando rifiuti a casaccio hanno le ore contate. Il Comune di Rovereto si è infatti dotato di due fototrappole di ultima generazione che terranno d'occhio i siti a rischio e consentiranno alla polizia locale di individuare, identificare e multare, con sanzioni da mille a 3mila euro, gli sporcaccioni di turno. Insomma, vita dura per chi abbandona la spazzatura perché il "Grande Fratello", che entrerà in azione da luglio, non guarda in faccia nessuno. O, meglio, guarda in faccia tutti con una qualità dell'immagine ad altissima definizione. Le telecamere, inoltre, si autoalimentano grazie a un impianto solare.
La videosorveglianza a tutela dell'ambiente e del decoro non sarà fissa ma ruoterà in tutti gli ambiti a rischio che, per il momento, sono una quindicina anche se, grazie alle segnalazioni dei cittadini, arriveranno ad essere molti di più. Le fototrappole, tra l'altro, si installano in dieci minuti senza la necessità di far intervenire un elettricista. La guerra all'abbandono dei rifiuti è dunque dichiarata ufficialmente con una linea di tolleranza zero. Già adesso, senza occhio elettronico ma grazie alla collaborazione tra polizia locale e Dolomiti Ambiente, i cittadini sanzionati sono numerosi. Lo scorso anno hanno ricevuto una multa quasi 500 persone.
«L'obiettivo principale - spiega l'assessore all'ambiente Ruggero Pozzer - è quello di tutelare il decoro urbano, l'igiene pubblica e soprattutto la stragrande maggioranza dei cittadini che differenzia i rifiuti con grande senso civico. Questi comportamenti incivili, oltre a deturpare l'immagine di Rovereto, rappresentano un costo economico pesante che ricade ingiustamente sull'intera collettività. Non vogliamo certo uno stato di polizia ma semplicemente uno strumento di garanzia, anche per tutelare chi rispetta le regole della raccolta differenziata. Per colpa di chi sbaglia, invece, si è costretti a far pagare di più tutti».
La mappa dei controlli verrà affinata incrociando le segnalazioni dei cittadini con i dati storici degli interventi di pulizia straordinaria. Le aree interessate sono quelle dove si registra una maggiore frequenza di scarichi abusivi, sacchetti lasciati fuori dai cassonetti, ingombranti abbandonati o microdiscariche vicino alle isole ecologiche e nelle zone periferiche. Fondamentale sarà anche il contributo di Dolomiti Ambiente. Tra i siti individuati figurano il centro storico, Lizzanella, Sacco San Giorgio, Lizzana, Mori Stazione e Marco.
Il problema dell'abbandono dei rifiuti resta molto sentito perché deturpa la città e inquina l'ambiente. C'è chi tenta perfino di infilare ramaglie e sfalci nei cestini destinati alle cartacce, mentre non mancano sacchi lasciati ai piedi delle campane del vetro o materiali, anche pericolosi, scaricati in aree isolate come l'ex parcheggio Aragno. Nel primo trimestre dell'anno sono già state elevate 162 sanzioni tra conferimenti errati e abbandoni. Dalle 273 multe del 2019 si è passati alle 489 dello scorso anno, con oltre 700 uscite della polizia locale. Tra le zone maggiormente controllate figurano via Bezzi, il rione Papa Giovanni XXIII, Lavini ed ex Aragno, dove sono stati rinvenuti perfino un divano, scarpe, indumenti e alimenti ancora sigillati provenienti dal banco alimentare.


