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ROVERETO. I cestini stradali attualmente distribuiti per le strade della città saranno progressivamente sostituiti. Lo dichiara l'assessore all'Ambiente Ruggero Pozzer che, nel rispondere ad un'interrogazione del consigliere comunale del Patt Domenico Catalano, illustra come sia «in fase di analisi un programma organico di sostituzione sequenziale degli arredi (i cestini, ndr) esistenti con contenitori a bocca di conferimento ridotta/selettiva, idonei esclusivamente all'introduzione di piccole frazioni di rifiuto stradale occasionale». «Il tutto - sottolinea Pozzer - per ridurre la volumetria unitaria di introduzione e disincentivare i conferimenti illegittimi da parte dell'utenza domestica e migliorare l'efficienza dei cicli di svuotamento».
L'uso improprio dei cestini stradali per lo smaltimento della frazione secca del rifiuto domestico è del resto una delle maggiori problematiche nella gestione dei rifiuti nell'abitato di Rovereto. È sempre più frequente infatti l'immagine di cestini ricolmi di spazzatura, spesso di sacchetti sigillati certo non contenenti lo scontrino del gelato o un fazzoletto, oppure del tutto sommersi dal pattume di chi, spesso nottetempo, vi abbandona la propria immondizia portata da casa. Una condizione fastidiosa, insopportabile soprattutto per i roveretani, che per conto loro si sono invece generalmente dimostrati, nella stragrande maggioranza dei casi, molto ligi e scrupolosi nel separare i propri rifiuti, portando la differenziata al valore record dell'82%.
Ma al di là della sostituzione dei cestini, argomenta l'assessore, la principale risposta alle problematiche in essere in città sul fronte della gestione del secco - e quindi del decoro generale dell'urbe, che sempre insegue uno sviluppo del turismo - è di tipo culturale. Al consigliere comunale di opposizione che chiedeva lumi circa la possibilità di introdurre anche a Rovereto i "cestini intelligenti" (apparecchi implementati con l'intelligenza artificiale in grado di pesare, individuare e separare i rifiuti) Pozzer replica affermando che «l'introduzione di tali dispositivi comporta costi unitari di acquisto e manutenzione significativamente superiori rispetto agli standard tradizionali. Tale investimento può essere interessante, tuttavia è difficile che possa creare efficienze tali da poter essere ripagato, anche in tempi lunghi. L'adozione è inoltre subordinata ad un rigoroso studio di fattibilità che ne valuti l'impatto. È anche da notare che in questo momento vi sono delle oggettive priorità da superare, che riguardano il decoro urbano e conferimenti impropri di rifiuti domestici dei cestini pubblici: nel contesto attuale è fondamentale creare una mentalità più rigorosa nei cittadini e nei frequentatori della città, prima di passare all'utilizzo di strumenti più avanzati, e molto più costosi».


