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ROVERETO. Ci pensano i roveretani, stufi di convivere con inciviltà e maleducazione, a dar man forte alla Polizia locale. Sono sempre più numerose, infatti, le segnalazioni dei cittadini che mettono in movimento gli agenti della Municipale incaricati di fronteggiare, e frenare, l'odioso fenomeno dell'abbandono dei rifiuti in città, fonte di pericolo per il decoro urbano e l'ambiente. Grazie anche al contributo di una parte degli abitanti di Rovereto, l'azione della Polizia locale, in questi anni, si è fatta sempre più incisiva.
Lo dimostrano i dati: nel corso del 2025 è stato messo a segno il più alto numero di sanzioni comminate per mancato o scorretto conferimento dei rifiuti. Ben 489 multe, un numero quasi raddoppiato in soli cinque anni: 271 le sanzioni registrate nel 2020, 341 un anno dopo, poi una lieve flessione nel 2022 (286) per tornare a crescere nel 2023 (396) fino a raggiungere quota 456 nel 2024. Risultati, questi, che sono stretta conseguenza dell'intensificazione dei controlli cominciata nella primavera del 2019 con un vero e proprio cambio delle modalità di prevenzione e repressione.L'attività è proseguita a spron battuto anche nei primi mesi di quest'anno, con particolare attenzione rivolta alle novità introdotte dal decreto "Terra dei Fuochi" che punisce severamente, con sanzioni di mille euro, il reato di abbandono di rifiuti in situazioni specifiche.
in tal senso, la Polizia locale di Rovereto e Valli del Leno, in questi primi mesi del 2026, ha riscontrato e sanzionato ben quattro violazioni a questa normativa.In realtà, come ha più volte sottolineato anche l'amministrazione comunale, le modalità di azione della Polizia locale, una volta accertata una situazione non conforme per quanto concerne il conferimento dei rifiuti e individuato l'autore della violazione grazie al ritrovamento di elementi utili all'identificazione, prevedono che ben prima della fase sanzionatoria si proceda a un confronto con il presunto trasgressore, invitato dagli agenti a fornire spiegazioni su quanto contestato mentre solo in ultima battuta, dopo le necessarie valutazioni, si procede con verbale e multa. Fra l'altro, capita qualche volta che dalla necessaria attività di indagine non scaturiscano elementi sufficienti all'identificazione certa dell'autore dell'abbandono dei rifiuti che rimane così impunito, cavandosela con una semplice "ramanzina" che si trasforma in una attività di sensibilizzazione comunque importante.
Assieme al controllo, infatti, è altrettanto significativa l'attività di formazione e informazione dei cittadini. Da qualche settimana, è il caso di ricordarlo, il Comune ha deciso di terminare il periodo di tolleranza nei confronti dei cittadini che ancora non si sono adeguati alla modifica del contenitore del rifiuto residuo. Dall'1 febbraio, infatti, i rifiuti domestici (l'indifferenziato) vanno smaltiti utilizzando il mastello da 30 litri oppure il bidone da 120 e non più il vecchio sacchetto grigio.
Dolomiti Ambiente, in accordo con la giunta roveretana, ha chiuso un occhio per un mese, continuando a raccogliere anche i sacchi grigi. Dal mese di marzo, però, stop all'indulgenza: i sacchi non vengono più prelevati, rimangono "abbandonati" in strada e così scatta la multa. Va precisato, inoltre, che i vecchi sacchi grigi (il cui costo veniva caricato sull'utenza solo al momento del conferimento) possono essere riutilizzati, ad esempio all'interno del mastello. L'importante è togliere il codice a barra, per non incorrere in un doppio pagamento, e chiudere il buco con del nastro adesivo, come spiegato in una sorta di tutorial dall'assessore all'ambiente Pozzer.


