ROVERETO. Erano i primi giorni di novembre del 1966 quando l'Adige esondò, dal Trentino fino alle zone del veronese. Oltre 20 furono le vittime, migliaia gli sfollati, pesantissimi i danni alle coltivazioni e alle infrastrutture, agli edifici e alle linee ferroviarie. Oggi, dopo 60 anni, 70 studenti del liceo Rosmini, dell'Itt Marconi, dell'Itet Fontana e di un istituto superiore di Cuorgné (Torino) partecipano con otto docenti a un campo scuola per la gestione delle emergenze al centro di addestramento di Marco.

Inaugurato ieri alla presenza dei dirigenti scolastici e della autorità provinciali e comunali, il campo di tre giorni coinvolge gli Psicologi dei popoli, i volontari del Soccorso alpino e speleologico, i Vigili del fuoco volontari, la Croce rossa, la Scuola provinciale dei cani da ricerca e gli Alpini Nu.Vol.A., che offriranno i pasti ai ragazzi. Oltre a conoscere le molte realtà attive sul territorio, gli studenti simuleranno l'allestimento di un campo di accoglienza, assisteranno a dimostrazioni pratiche di ricerca dei dispersi e visiteranno il canale scolmatore Adige-Garda.

«La Protezione civile è un mosaico dove ogni tessera sostiene l'altra: funzioni, ruoli, associazioni, volontari - ha spiegato il dirigente del dipartimento Protezione civile Stefano Fait -. Le scuole sono i veicoli più importanti per avvicinarsi ai ragazzi che possono diventare futuri volontari. Sarebbe bello avere in Trentino 500mila persone che si sentano parte attiva della Protezione civile, cioè tutti i cittadini».

Momenti drammatici della storia più recente del Trentino sono stati poi ricordati da Maurizio Fugatti: la tempesta Vaia e la valanga della Marmolada. «Appena eletto nell'ottobre del '18 il Trentino venne messo in ginocchio da Vaia - è intervenuto il presidente della Provincia -. Come primo atto ufficiale mi trovai a partecipare alla riunione della Protezione civile, e non era ancora competenza mia. Decidemmo di andare insieme a visitare i luoghi più colpiti e da lì cominciai a scoprire un mondo pieno di valori ed entusiasmo. Il volontariato è centrale per l'autonomia del Trentino che altrimenti non sarebbe arrivata dove è oggi. Pochi giorni fa ho ricordato a Mattarella che spesso mi capita di andare a festeggiare i 150 o 160 anni dei corpi dei vigili del fuoco volontari: esistevano quando il nostro territorio era ancora parte dell'impero austroungarico».

Fugatti ha poi rievocato la tragedia della Marmolada del luglio '22, quando molti volontari della Protezione civile e dei Vigili del fuoco rischiarono la propria vita sotto il costone pur di tentare di salvare altre vite e recuperare i corpi dei dispersi.

«Con questa esperienza si costruisce un apprendimento multiforme e trasversale - ha sottolineato il sovrintendente scolastico Giuseppe Rizza -. I ragazzi sono resi protagonisti della gestione futura del territorio».

«Qui gli studenti faranno un'esperienza formativa indimenticabile - ha commentato la sindaca Giulia Robol -. Conoscere la bellezza del nostro territorio significa anche costruire l'identità di noi stessi, perché noi siamo il nostro territorio».

Territorio che dimostra di saper fare sempre più rete tra scuole, enti e istituzioni, come ha evidenziato Alberto Scerbo, presidente della Comunità di Valle. Uno speciale ringraziamento è stato rivolto dai docenti referenti del progetto, Anna Maria Baroni, Lucia Candioli e Andrea Vinante, all'ingegner Paolo Tranquillini, anello di congiunzione tra le scuole e la Protezione civile, e agli enti finanziatori: Fondazione Caritro, Comunità di Valle, Provincia.