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ROVERETO. Ogni tanto è stato al centro della cronaca, con gli interventi di polizia e carabinieri per sedare liti più o meno improvvisate nei giardinetti antistanti. D'ora in avanti, però, non sarà più così. Perché il bar Iris - che quelli più attempati ricorderanno come bar al Chiosco - ha tirato giù i «griglioni» ed ha salutato tutti.
Il locale è chiuso e, attenzione, non certo per quanto potrebbe essere successo in passato (e stiamo parlando di discussioni tra avventori) ma per colpa prima del Covid ed ora del cantiere per il sottopasso ciclopedonale che porterà alla stazione dei treni. Insomma, i clienti sono diventati un'ombra ed il gestore Giorgio Aldighieri ha deciso di gettare la spugna.
Riconsegnando i locali al Comune. Che ora, ovviamente, dovrà approntare un bando per cercare un nuovo barista se non vuole lasciare piazzale Orsi deserto dal punto di vista dei locali pubblici.La crisi economica, questa volta, non c'entra. Anche perché negli ultimi anni sono molti gli esercizi che hanno aperto. In quel tappo viabilistico roveretano che è piazzale Orsi, però, tra pandemia e cantieri i pedoni sembrano essere scomparsi nel nulla. E a farne le spese è stato proprio l'unico bar che insiste sulla rotatoria, l'Iris.
Quello che un tempo si chiamava Chiosco, dunque, torna nella disponibilità di palazzo Pretorio, costretto a trovare qualcun altro disposto a stare dietro il bancone sperando di servire qualche cliente. Per due anni, d'altro canto, il Covid ha mazzolato per bene quasi tutti i bar e i ristoranti. In zona stazione ferroviaria, poi, è partito il cantiere per il sospirato sottopasso ciclopedonale. Che interessa proprio l'area dove c'è l'Iris. Risultato? Locale vuoto. Troppo per non disdire il contratto e riconsegnare le chiavi al sindaco. A far saltare il banco, dopo aver provato a resistere al coronavirus, come detto sono stati proprio i lavori tanto attesi dalla città, quelli per raggiungere i binari senza semafori o passerella. Ed è un'opera che proseguirà per un paio d'anni. Troppi per pensare di resistere con un bar che è proprio dentro il cantiere. Per questo Aldighieri ha consegnato le chiavi a palazzo Pretorio nonostante le avesse prese in consegna solo pochi anni fa.


