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TRENTO. Un'altra aggressione ai danni di un autista di Trentino Trasporti. Questa volta il malcapitato se l'è cavata con dodici giorni di prognosi. Effetto dei pugni rimediati a bordo dell'autobus.
«Lavoro per Trentino Trasporti da tre anni, ed è già la seconda volta che finisco in ospedale - dichiara all'Adige l'autista -. Una volta, in servizio a Trento, ho rimediato una frattura alla mano mentre cercavo di proteggere una passeggera dalla scazzottata che coinvolgeva altri due soggetti a bordo del bus. Rendiamoci conto che le cose non possono andare avanti così».Cosa è successo: sono le 12:30 dello scorso lunedì quando l'autista, un uomo di 41 anni, sta per partire alla guida dell'autobus sulla tratta Rovereto-Trento. La partenza è posizionata, da quando ci sono i lavori in piazzale Orsi, su via Riva. «Stavo per partire quando è entrato un uomo, uno straniero dell'Est Europa. Era ubriaco».
Il soggetto cerca di far passare sul lettore automatico dei biglietti un abbonamento. «Dopo cinque tentativi andati a vuoto, intervengo - racconta l'autista - dicendogli che se aveva problemi potevo controllarglielo io. A quel punto ho visto che il tesserino era in realtà l'abbonamento di uno studente di 20 anni. Certamente non era dell'uomo che avevo di fronte».A questo punto l'autista fa presente al passeggero di dover ritirare l'abbonamento, che poi dovrà essere riconsegnato al legittimo proprietario. E qui l'uomo va su tutte le furie. Prima inveisce ed insulta pesantemente il dipendente di Trentino Trasporti, intimandogli di restituirgli il tesserino, quindi passa ben presto alle vie di fatto, tempestandolo di pugni mentre questi è ancora seduto al posto di guida. Ed è proprio cercando di parare i colpi diretti al volto che l'autista si procura le contusioni alle braccia.
«Cercavo di difendermi almeno la faccia - racconta l'autista -, ma lui continuava. Allora sono riuscito ad attivare il pulsante di emergenza a bordo e a dargli poi una spinta, creando un po' di spazio tra noi e sgattaiolando fuori dall'autobus».
Per fortuna in sosta dietro al suo autobus ce ne sono altri in attesa di partire. I colleghi dell'autista intervengono per separare i due, e successivamente fermano una pattuglia della Polizia locale che passa casualmente da lì.
L'intervento degli agenti pone fine all'aggressione. Dopo aver identificato l'aggressore, successivamente registrano le denuncia formale dell'autista.Ma prima il dipendente di Trentino Trasporti è accompagnato da un collega al pronto soccorso del Santa Maria del Carmine dove è medicato rimediando, come detto, dodici giorni di prognosi.
«Devono metterci in condizione di lavorare in modo dignitoso - argomenta ancora l'autista -. O ci danno la possibilità di difenderci, o almeno facciano tornare a bordo la figura del controllore. Gli autisti non possono essere lasciati soli. È la seconda volta in tre anni di lavoro in Trentino Trasporti che finisco all'ospedale. E so di colleghi che se la sono vista molto più brutta di me».
«L'ennesimo episodio di aggressione ai danni di un autista di autobus - commenta Nicola Petrolli di Uil Trasporti - conferma la necessità di un atto normativo che equipari la figura dell'autista in servizio a quella del pubblico ufficiale o dei medici di pronto soccorso, introducendo una seria aggravante al reato di aggressione».


