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ROVERETO. «Raccolgo il grido di allarme degli operatori sanitari del pronto soccorso di Rovereto, e più in generale di chi lavora nel mondo della sanità, e posso assicurare che presto anche il Santa Maria del Carmine avrà, al pari del Santa Chiara di Trento, un servizio di vigilanza armata 24 ore su 24». Mario Tonina, assessore provinciale alla sanità, risponde con grande disponibilità all'appello lanciato anche dalle organizzazioni sindacali di categoria (Cisl Fp e Nursing up) di un intervento deciso per contrastare aggressioni e ripetuti episodi di violenza negli ospedali trentini.
L'ultimo, in ordine di tempo, quello che nella notte tra domenica e lunedì ha interessato il pronto soccorso dell'ospedale cittadino: un quarantenne ha dato in escandescenze seminando il panico tra personale e pazienti: urla, insulti, lancio di sedie ed oggetti...«Chiaramente a queste situazioni non solo va posto rimedio con un tempestivo e puntuale intervento in caso di emergenza, ma soprattutto questi episodi vanno prevenuti perché è nostro compito mettere gli operatori nelle condizioni di poter lavorare con serenità e in tutta sicurezza» ribadisce il responsabile della sanità trentina. Che aggiunge: «Il protocollo tra Provincia e Commissariato del governo ci ha permesso di essere ancora più tempestivi in caso di violenze principalmente nei pronto soccorsi: si è garantito il servizio h 24 al Santa Chiara con guardie giurate e guardia armata che può immediatamente intervenire. A ciò aggiungiamo il recente decreto adottato a livello nazionale (misure più severe per lesioni fisiche e aggressioni verbali a tutela del personale sanitario) che consente di arrestare immediatamente la persona. Cosa che è avvenuta in alcune occasioni a Trento: e questo - evidenzia Tonina - è un ulteriore deterrente per far capire che si agisce con determinazione per mettere in sicurezza chi lavora e anche i pazienti che stanno aspettando».
E lo stesso protocollo applicato al Santa Chiara troverà pratica attuazione a breve anche al Santa Maria del Carmine con vigilanza armata giorno e notte: «L'Azienda sanitaria su questo tema sta lavorando e sta cercando personale qualificato e preparato e sta ultimando anche per Rovereto la procedura per attuare questo ulteriore servizio potenziato. Con ciò non voglio dire che si risolveranno tutti i problemi, però quantomeno ci sarà tempestività nell'intervenire in caso di bisogno».
Ma c'è un altro aspetto, che ha a che vedere con la tecnologia, che evidenzia l'assessore provinciale alla sanità: «L'Intelligenza artificiale ci aiuterà. Attraverso il sistema di telecamere che già ci sono, la nuova tecnologia che avremo a disposizione potrà aiutarci ad individuare persone sospette che si aggirano, movimenti che posso destare un'attenzione particolare considerato che spesso, ce lo dicono le statistiche, gli autori di azioni violente sono persone note che si recano al pronto soccorso in uno stato di alterazione... Quindi - conclude Mario Tonina - con l'adozione del protocollo e con il nuovo decreto a livello nazionale possiamo dire che quantomeno da un punto di vista politico abbiamo messo in atto delle azioni che vanno nella direzione per mettere in sicurezza e garantire al personale di poter lavorare meglio. C'è ancora da migliorare? Sì, e lo abbiamo visto con i recenti fatti, ma posso dire che siamo sulla strada buona. Al grido d'allarme rispondiamo con fatti che stiamo costruendo per lavorare tutti nella stessa direzione: questi episodi riusciremo ad arginarli se si farà gioco di squadra».


