ROVERETO. «La lunga fila notturna davanti agli uffici dell'Azienda sanitaria in via San Giovanni Bosco non è una cosa accettabile. Questa volta condivido le parole utilizzate dalla consigliera Parolari (Francesca, del Pd) nell'interrogazione che ha presentato lunedì. Quello che è successo non deve più ripetersi e non si ripeterà».

Così l'assessore provinciale alla salute Mario Tonina reagisce davanti alla notizia della tante persone - poco meno di 50 - che lunedì mattina si sono presentate agli uffici dell'Uvm (unità valutazione multidisciplinare) per cercare di ottenere un mese di sollievo per un proprio caro non autosufficiente e normalmente assistito a casa, durante il periodo estivo. Quasi cinquanta richieste a fronte di 24 posti disponibili.

«Dalle informazione che ho raccolto - prosegue l'assessore - è il primo anno che il numero delle richieste presentate è così alto. Resta il fatto che il metodo di accesso a questo servizio deve essere modificato. E siamo al lavoro per farlo, per renderlo meno faticoso per chi ne ha bisogno». E su un possibile aumento dei posti di sollievo per i prossimi mesi estivi «stiamo valutando - spiega - un possibile aumento. Come ha spiegato in consiglio comunale l'assessora di Rovereto Arianna Miorandi, stiamo cercando il modo di trovare altre disponibilità oltre alle 24 che sono state assegnate lunedì mattina».

Ma il discorso dell'assessore Tonina va oltre l'episodio registrato dalle cronaca. «Il tema dell'invecchiamento della popolazione e della necessità di trovare il modo migliore per garantire cura e assistenza c'è. E lo stiamo affrontando. Non ci si può nascondere davanti all'evidenza dei fatti: la società trentina invecchia sempre di più e c'è un calo delle nascite. Una situazione che va affrontata di petto, come abbiamo iniziato a fare con la delibera dello scorso dicembre che per la voce "welfare anziani" ha previsto un impegno di spesa di 11 milioni di euro che riguardano Rsa e Centri diurni».

Per quanto riguarda le case di riposo, il provvedimento prevede investimenti mirati per: aumentare l'offerta di residenzialità, includendo una nuova tipologia di residenzialità a bassa soglia assistenziale; potenziare il parametro assistenziale nelle Rsa esistenti; aggiornare le tariffe sanitarie per coprire i costi crescenti del personale. Fra le principali modifiche introdotte dalle Direttive 2025 vi sono: l'aumento dei posti letto convenzionati, con l'incremento di 92 posti letto nei territori con una minore dotazione, per un totale di 4.636 posti convenzionati (+3,25 milioni di euro); il potenziamento del parametro assistenziale, ovvero l'aumento del personale: 24 infermieri e 70 operatori socio-sanitari aggiuntivi, per un investimento complessivo di 4,4 milioni di euro; l'aggiornamento della tariffa sanitaria: revisione tariffaria volta a coprire gli aumenti contrattuali del personale degli anni 2016-2024 e l'integrazione dei costi derivanti dall'aggiornamento dei parametri assistenziali, nonché per i gestori privati l'applicazione di condizioni contrattuali non inferiori a quelle del contratto nazione delle cooperative sociali; una nuova residenzialità a bassa soglia assistenziale, attraverso la creazione di un fondo dedicato di 1,3 milioni di euro per introdurre, nel corso del 2025, una tipologia di residenzialità protetta destinata a persone parzialmente non autosufficienti. Questa iniziativa sarà sviluppata con un gruppo di lavoro composto da rappresentanti di Apss, Spazio Argento, Upipa e Consolida.

Per Centri diurni, tra gli obiettivi principali di Legislatura, vi è il raggiungimento graduale di una dotazione di posti convenzionati pari all'1% della popolazione anziana over 75 in tutte le comunità di valle. A tal fine, è previsto un incremento di 46 posti nei Centri diurni già attivi, con priorità nei territori meno serviti, oltre all'aumento del fondo accantonato dall'Azienda provinciale per i servizi sanitari di circa 270.000 euro per ampliare l'accoglienza diurna nelle Rsa.

«Pensando al futuro - conclude Tonina - sto lavorando assieme alla collega Gerosa per puntare sulla prevenzione, per portare i buoni stili di vita nelle scuole. I risultati di questo lavoro non li vedrò io a fine legislatura, ma bisogna iniziare a tracciare la strada giusta da seguire».