ROVERETO. Silvia Strangis, 27 anni di Rovereto, è partita per Maputo, in Mozambico. Attraverso il Servizio civile universale, lavorerà per 10 mesi insieme a Medici con l'Africa Cuamm, all'interno di uno dei progetti attivi sul campo, come project assistant. Alle spalle, ha un percorso di studi in Scienze internazionali e Global Studies, realizzato prima all'Università degli Studi di Trieste, con la triennale, e poi all'Università degli studi di Torino, dove ha conseguito la laurea magistrale.

«È l'occasione di mettere in pratica quello per cui ho studiato. In Mozambico in realtà ci sono già stata, ho vissuto a Maputo per più di un anno, anche se non continuativo. Ci sono stata prima per tre mesi, per un tirocinio in ambasciata con l'Università, e poi sono tornata per un'altra iniziativa, durata 10 mesi. Ma ora, con il Cuamm e il servizio civile, sarà diverso. Finalmente avrò modo di mettermi alla prova sul piano professionale. Anche per questo sento un po' di pressione, ma cerco di ricordarmi che sto andando per imparare, con molta umiltà. Aiuta il sentimento di familiarità che ho con il Mozambico, avendo trascorso lì tanto tempo dentro di me sento che sto tornando a casa. Sento di conoscere il contesto, la lingua. sono felice di poter dare continuità a questo percorso».

In Mozambico, dove andrà Silvia, Medici con l'Africa Cuamm è presente dal 1978. Oggi sono impegnati nel paese circa 300 operatori, distribuiti in diverse zone e in numerosi progetti nelle province di Sofala, Cabo Delgado, Maputo, Zambesia e Tete, a supporto di 75 strutture sanitarie. A Maputo, nel sud del paese, i medici del Cuamm lavorano per la salute materno-infantile, le cure pediatriche e le malattie croniche nell'Ospedale Generale di Mavalane. Insieme garantiscono assistenza nei centri di salute.

A Beira, nel nord, oltre a essere presente in 3 ospedali, dal 2004 il Cuamm collabora anche con l'Università Cattolica del Mozambico per formare i futuri medici nel loro Paese natale dove si spera opereranno un domani.