ROVERETO. Nicolò Azzolini, 29 anni, è partito: destinazione Bangui, nella Repubblica Centrafricana. Lì lo attendono sei mesi di lavoro al fianco di «Medici con l'Africa Cuamm» nell'ambito del progetto «Jpo» che permette agli specializzandi di trascorrere un periodo di formazione sul campo, in Africa, in uno degli ospedali in cui il Cuamm opera.

Nato e cresciuto a Rovereto, si è laureato in medicina a Parma ed ora si sta specializzando in pediatria all'Università di Padova. «Ho sempre desiderato fare un'esperienza in un contesto come quello africano, così diverso dal nostro. Ero affascinato dalla medicina di emergenza e urgenza ma quando sono arrivato a Padova e ho conosciuto il Cuamm ho scoperto la medicina in contesti a basse risorse, con un'ottica più di sviluppo e di lungo termine e questo approccio mi ha convinto. - racconta Nicolò Azzolini alla vigilia della sua partenza - Parto perché voglio conoscere e vedere una realtà molto diversa dalla nostra; parto perché voglio sperimentare una dimensione più pratica e tangibile. Qui in Italia, per quanto tutto funzioni bene, a volte ho la percezione che la persona in sé passi in secondo piano, è un contorno e viene data importanza di più a tutto il resto. In valigia porto con me un libro di francese e metaforicamente il desiderio di azzerare tutto ciò che so finora della medicina, azzerare l'approccio, azzerare i giudici e i pregiudizi».

«Medici con l'Africa Cuamm» è presente in Repubblica Centrafricana dal 2018, anno in cui ha avviato l'intervento al complesso pediatrico di Bangui. L'ospedale pediatrico, dove va Nicolò, realizza annualmente oltre 40mila visite ambulatoriali e quasi 14mila ricoveri, senza contare le mamme a cui sono state garantite 1.400 visite prenatali e più di 1.500 parti assistiti.

Ma l'impegno del Cuamm non si ferma alle capitali: la vera sfida è andare nell'ultimo miglio, lì dove nessuno si spinge. Così dal 2022 ha avviato anche un sostegno all'ospedale di Bocaranga, nel nord-ovest, una zona dove vivono oltre 200mila persone.

È un'area molto povera, dove dal 2013 imperversano scontri fra i ribelli antigovernativi e l'esercito regolare. Non solo: nel 2023 il Cuamm ha ampliato il suo intervento con l'arrivo dei primi due medici a Bossangoa, a circa 300 km da Bangui, per sostenere il reparto di maternità e dove nell'ultimo anno è stata realizzata, in collaborazione con le autorità locali, una scuola per ostetriche e infermiere.

Al 188° posto su 191 Paesi nell'indice di sviluppo umano, la Repubblica Centrafricana è segnata tuttora da diseguaglianze profonde, alle quali si aggiungono l'instabilità, i conflitti circostanti e il cambiamento climatico. Per questo, per Medici con l'Africa Cuamm è ancora più importante dare continuità ai progetti e fornire assistenza sanitaria a chi ha più bisogno.È ovviamente possibile sostenere «Medici con l'Africa Cuamm» con una donazione online su www.mediciconlafrica.org.

Nata nel 1950, «Medici con l'Africa Cuamm» è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Realizza progetti a lungo termine in un'ottica di sviluppo, intervenendo con questo approccio anche in situazioni di emergenza, per garantire servizi di qualità accessibili a tutti.

Oggi «Medici con l'Africa Cuamm» è impegnato in 9 Paesi dell'Africa sub-Sahariana (Angola, Costa d'Avorio, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda) con oltre 3.400 operatori sul campo, di cui 247 italiani. Appoggia 21 ospedali e 124 distretti (per attività di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta e prevenzione all'Hiv/Aids, alla tubercolosi e alla malaria) 4 scuole per infermieri e ostetriche e una università (in Mozambico).