PHOTO
ROVERETO. Partito a maggio scorso per il Sentiero Italia - 7mila chilometri dal Friuli alla Sardegna - Luca Terenziani, 42 anni, per tutti "Luca Jesus 23", ha già macinato 2.800 km con 150mila metri di dislivello positivo e ora si trova sull'alta via dei Monti liguri. Giunto ormai a metà percorso, dopo quasi cinque mesi di cammino in solitaria con 20 chili di zaino in spalla, varie tappe conquistate e pure qualche disavventura, il camminatore che ama paragonarsi a Forrest Gump è diventato un personaggio. Se ormai non si contano i servizi che le radio, le testate giornalistiche regionali e le riviste di settore gli hanno dedicato, negli ultimi tempi Terenziani è infatti assurto agli onori delle cronache nazionali approdando sulle pagine del quotidiano La Stampa. Raggiunto al telefono alle prime luci dell'alba, l'avventuroso ex runner di origini venete residente in Vallagarina ci tiene a precisare che ora la notte fa davvero freddo.
Terenziani, dove si trova in questi giorni?
Sono in provincia di Genova dovrei arrivare a breve al "passo dei tre confini". Di notte l'aria è gelida e tirano certe raffiche di vento... ma sono ormai abituato, ho dormito in tenda anche a cinque gradi sotto zero. Due settimane fa ero a Garessio, ultimo paese del Piemonte dove sono stato accolto da tutta l'amministrazione del Comune e anche dal presidente del Cai locale.
Ormai ha raggiunto 24mila follower su Facebook, oltre 14mila su Instagram e la stampa la segue. A cosa deve tanta popolarità?
Non lo so, escono articoli in continuazione, i giornalisti mi chiamano per fare interviste, la gente che incontro nei paesi o nei rifugi mi chiede di fare foto, mi offre cibo e qualcuno mi fa anche una donazione in denaro. Credo piaccia il modo in cui racconto le mie tappe sui social, faccio post appena posso e giro video in diretta tutti i giorni per mostrare dove sono, cosa mangio, chi conosco e soprattutto i paesaggi spettacolari che vedo. È come se portassi tutti i miei follower insieme a me in questa avventura. Dopo tante fregature sul lavoro io lo faccio solo per me stesso, ma siamo nell'era dei social e mi piace condividere la mia vita.
A fine agosto è riuscito nell'impresa di raggiungere la Capanna Margherita, il rifugio più alto d'Europa.
È stata una tappa incredibile, un sogno pazzesco, una giornata veramente emozionante fino al traguardo a 4.554 metri sul Monte Rosa. Prima di me solo sei uomini hanno completato la salita in autonomia, senza supporti esterni. È proprio questa la mia filosofia, cercare di fare tutto da solo, a piedi e senza aiuti. È il messaggio che cerco di dare a tutti con il mio cammino: andare avanti e non mollare mai perché "appena molli, tutti ti mollano". È il mio motto e l'ho scritto pure su felpe e magliette che vendo via social.
Tra i suoi seguaci c'è anche chi non le risparmia critiche.
È capitato qualche giorno fa, ma sono stato frainteso. Ero al confine tra Piemonte e Francia a 2.400 metri e in poco tempo sono stato sorpreso dalla neve, non prevista dal meteo. Non avevo giacca pesante e ramponcini con me e allora qualcuno si è scatenato nei commenti dicendo che sono uno sprovveduto. Proprio io che dico a tutti di non prendere la montagna come un luna park! Ho fatto una deviazione verso Isola 2000 (stazione sciistica, ndr) e tramite un amico sono riuscito a trovare un posto per dormire.


