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ROVERETO. «Buongiorno, ho ricevuto da Dolomiti Energia una email che mi informava del fatto che il 13 settembre scorso un loro partner aveva subito un furto di dati informatici e mi invitava a non cliccare link, perché tra i dati rubati ci sono anche i miei...». «Buongiorno, ho informato la mia banca di quanto ricevuto da Dolomiti Energia in merito a un furto di dati informatici che riguardano anche la mia posizione. Avendo tutti i pagamenti domiciliati in banca, sono preoccupato per eventuali tentativi di truffa. Come posso agire per la tutela nei riguardi dei pagamenti dai miei conti correnti? Mi sentirei più tranquillo se cambiassero i numeri dei conti...». Questi sono solamente due dei messaggi pervenuti la scorsa settimana al Colt di Rovereto, Comitato per la legalità e la trasparenza, che tutela cittadini, consumatori e utenti.
«Giustamente le persone che ci scrivono - afferma l'avvocata Gloria Canestrini - sono preoccupate per il furto dei loro dati, innanzitutto per il grave ritardo, oltre un mese, con cui Dolomiti ha avvisato i propri clienti ( non tutti) di questo preoccupante episodio. In effetti, c'è più di un motivo di preoccupazione: in alcuni casi infatti questi clienti di Dolomiti sono stati raggiunti da una telefonata di un presunto "Gestore regionale dell'Energia", un organismo che raggruppa vari gestori, per proporre nuovi contratti più vantaggiosi o agevolazioni varie».
In questi casi, all'ignaro utente che risponde "Mi hanno detto di non fornire i miei dati a nessuno", la risposta è, ovviamente, tranquillizzante "Li abbiamo già!". «In tale modo - spiega Canestrini - viene carpita la fiducia e la disponibilità all'ascolto, financo alla nuova adesione contrattuale. In un caso ci è stato riferito che, a fronte della ritrosia dell'utente, una signora che dice di fidarsi solo delle cose che vede scritte e non delle telefonate, si è passati alle minacce, addirittura paventando la sospensione dell'energia elettrica. La signora in questione ha reagito molto bene: "Se lo fate, vi denuncio, ho il vostro numero", e la telefonista ha riattaccato. Non tutti, però, sanno reagire con la stessa prontezza e, in ogni caso, la molestia è assicurata».
I tentativi di truffa si moltiplicano e vanno a colpire soprattutto le persone che hanno poca o nulla dimestichezza con i mezzi informatici, che vivono con ansia una telefonata dai toni minacciosi.
«Ogni trust e ogni azienda che si rispetti deve saper tutelare la privacy dei propri clienti e, se non lo fa, o avvisa con grande ritardo gli interessati, ne risponde per inadempimento - conclude la portavoce di Colt - In attesa di diffide e azioni risarcitorie, il consiglio è sempre lo stesso: non aderire mai a offerte telefoniche». È possibile contattare il Comitato alla mail: comitatocolt@gmail.com


