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ROVERETO. Il 38enne cittadino nigeriano Chukwuka Nweke, detenuto in carcere con l'accusa di omicidio volontario di Iris Setti, uccisa a calci e pugni nel parco Nikolajewka di Santa Maria la sera dello scorso 5 agosto, è stato condannato ieri dal gup del tribunale di Rovereto per i fatti di via Benacense. Il 24 agosto del 2022 l'uomo, alterato e fuori controllo, aveva creato allarme danneggiando alcune auto, saltandoci sopra, aggredendo poi un passante in bicicletta e le stesse forze dell'ordine che erano intervenute con diverse pattuglie, chiamate dai vari testimoni.
Per le accuse rimediate in quel pomeriggio di violenza - resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e danneggiamento - Nweke è stato condannato dal giudice per l'udienza preliminare Consuelo Pasquali a 1,4 anni di reclusione senza condizionale.
Non è stata accolta la richiesta del suo avvocato, Claudio Robol, di rinviare il procedimento alla conclusione della perizia psichiatrica richiesta per l'uomo nell'ambito del processo per l'omicidio. «Questa persona ha problemi psichiatrici e quindi ogni azione che ha commesso va collegata al suo squilibrio». Le argomentazioni della difesa non hanno convinto la giudice.La violenza di via Benacense, ripresa da diversi passanti con i cellulari, era stata peraltro solo l'ultimo caso, prima del massacro del parco, di una lunga lista di episodi che avevano fatto finire il cittadino nigeriano senza fissa dimora nel mirino delle forze dell'ordine.Dagli approfondimenti commissionati dal ministero della Giustizia all'indomani del delitto, è emerso infatti che la Procura di corso Rosmini aveva negli anni aperto sette procedimenti penali nei confronti dell'uomo. Le accuse contestate spaziavano dagli atti osceni (nella stazione di Ala nel 2018) all'evasione, dai danneggiamenti alla violazione di domicilio e della legge sull'immigrazione. E prima di finire a Spini di Gardolo con l'accusa di omicidio Nweke era già stato in cella, per un totale di otto mesi, in esecuzione di due sentenze di condanna comminate dal tribunale di Verona. E nel 2022 il suo nome era finito nelle carte di una inchiesta della Dda (Direzione distrettuale antimafia) sui traffici di droga gestiti dalla magia nigeriana in Italia.I numerosi precedenti, con il culmine della violenza in via Benacense, non avevano però comportato per l'uomo misure cautelari in carcere. Dopo un periodo in cella a seguito dell'aggressione, era stato messo prima agli arresti domiciliari e successivamente gli era stato imposto solo l'obbligo di firma. Obbligo che l'uomo aveva in seguito sempre rispettato, con una sola eccezione. Anche quel maledetto 5 agosto scorso, l'extracomunitario aveva ottemperato all'obbligo di firma nella caserma dei Carabinieri. Ma la firma sul registro, verso le 18, è stato l'ultimo atto "normale" di una giornata poi scivolata nella più assurda violenza: già verso le 19, un'ora dopo la firma, diversi testimoni lo hanno visto ai giardini Alla Pista di via Dante, dove urlava dando in escandescenze. Verso le 20 era in vicolo Parolari e verso le 21.30 poi al Portico, il dormitorio-mensa per senzatetto di largo Santa Caterina. Qui era già fuori controllo e oltremodo violento. Ha avuto una colluttazione con un altro ospite, che avrebbe spinto giù dalle scale. In seguito a questo era stato espulso dal centro. Dalle 21.30 alle 22.30, quando purtroppo ha incrociato Iris Setti, Nweke Chukwuka ha vagato per la città senza una meta apparente.Poi, l'incontro casuale con la donna, colpevole solo di essere stata al posto sbagliato al momento sbagliato.


