Ormai non si fanno più alcuna remora. Dopo aver preso di mira, nei giorni scorsi, il ristorante di cucina solidale “Le Formichine”, che dà lavoro a donne in difficoltà, i ladri stavolta se la sono presa con una società di calcio che allena e fa giocare ragazzini e che di certo non ha finalità di lucro.

Nella notte fra mercoledì e giovedì, i malviventi sono penetrati all’interno della sede dell’Associazione dilettantistica calcio Leno, in via Benacense. A raccontare i fatti è la presidente Carla Giovannon: «È successo certamente dopo le 21 di mercoledì, visto che a quell’ora c’erano gli allenamenti. Sono stata io ad accorgermi che qualcosa era successo, il giorno dopo, intorno alle 17, quando sono arrivata al campo come faccio tutti i giorni.

Sono salita negli uffici per prendere una bottiglietta di acqua e ho visto che la porta era aperta. Lì per lì non mi sono resa conto, pensavo a una dimenticanza, poi però ho visto i segni di scasso sulla porta e ho capito che erano passati i ladri».

Tutt’altro che ricco il bottino rimediato con questo colpo: una cinquantina di euro, i soldi del fondo per le emergenze oppure per coprire delle spese vive di gestione della sede, anche solo per comprare qualche bibita per i volontari che dedicano tempo ed energie alla società sportiva.

«Alla fine sono molto più ingenti i danni provocati rispetto ai soldi rubati - sottolinea la presidente -. I ladri hanno forzato due porte, probabilmente utilizzando un cacciavite, e sono entrati un po’ dappertutto. Per fortuna non si sono portati via l’attrezzatura, palloni da calcio e divise, ma d’altronde non avrebbero saputo che farsene. È gente, questa, che cerca soltanto soldi e che si accontenta di quello che trova».

Non è neppure la prima volta che il Leno Calcio riceve la visita sgradevole dei ladri. Un altro furto era stato compiuto lo scorso mese di marzo e in quella occasione, per entrare, era stata mandata in frantumi una porta vetri con danni ancora più consistenti. Il bottino, allora, era stato di 75 euro.

«Dopo quel furto avevamo deciso di acquistare le telecamere, ma sono ancora riposte nelle scatole - conclude la presidente -. Non abbiamo mai avuto tempo di installarle. Forse è arrivato il momento di farlo anche se la speranza è che non debbano servire».