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La Strongman Run ha il fiato corto. Ad una quarantina di giorni dal via della settima edizione (il via il 22 settembre prossimo), le iscrizioni sono ferme a poco meno di 1.300. Non un dato pessimo in assoluto - sono numeri sufficienti per mantenere la «corsa pazza» nel novero degli eventi «sportivi» più partecipati del Trentino - ma molto distante dai livelli di tre e quattro anni fa, quando i runner variopinti erano circa seimila.
In teoria le iscrizioni sono aperte fino al giorno precedente la gara, quindi il gap potrebbe essere colmato. Ma è una prospettiva improbabile. Sia perché i costi delle iscrizioni sono ora i più alti, 50 euro per singolo corridore (fino al 31 luglio scorso erano 45 euro, e nella finistra tra il 18 e il 24 dicembre scorso 35 euro), sia perché la flessione dei partecipanti alla gara è una dinamica costante degli ultimi anni: nel 2014, l’anno del record, alla partenza in via Dante c’erano 6mila corridori. L’anno successivo erano 5.500, nel 2016 3.600. L’anno scorso «solo» duemila. Meno anche della prima edizione, quando la Strong fece per la prima volta capolino in Italia, importata dall’allora assessore allo Sport Franco Frisinghelli: all’epoca si contarono 2.500 pionieri.



