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TRENTO. "Le dichiarazioni che lei ha rilasciato alla stampa ci hanno profondamente turbate, sia per il tono che per il modo". A dirlo è la Rete nazionale antiviolenza (Dire) in una lettera aperta indirizzata al pubblico ministero di Rovereto, Viviana del Tedesco, dopo le intervista comparse su testate giornalistiche nazionali. "Non comprendiamo cosa c'entri con la ricostruzione dei fatti che l'assassino avesse “un fisico spettacolare” o, peggio, che “doveva fare i mondiali di pugilato”. Una frase che ci ha lasciate senza fiato, perché quel fisico che lei considera “spettacolare” e la forza di quei pugni, hanno devastato il volto di Iris Setti fino a sfigurarla e a causarne la morte", scrive l'associazione.
"Davvero - chiede la Rete antiviolenza - non c'erano segnali di pericolosità in quest'uomo? Le sorelle dell'assassino avevano chiesto aiuto, denunciando comportamenti violenti e chiedendo il ricovero del fratello in un reparto di psichiatria affinché fosse sottoposto a Tso. È stato fatto il possibile per evitare la morte di Iris Setti? La domanda per noi resta aperta", conclude l'associazione.


