ROVERETO. Daniela Simoncelli, dirigente scolastica, ha chiuso il settimo anno alla guida del Liceo delle arti, comprendente l'artistico "Depero" a Rovereto, l'artistico "Vittoria" e il musicale coreutico "Bonporti" a Trento.

Dirigente, che opinione ha della nuova formula dell'esame introdotta quest'anno?

«Non è male, anche se all'inizio ero un po' scettica. Apprezzo molto la possibilità data ai ragazzi di presentare se stessi all'inizio nel colloquio, oltre al fatto che ora la commissione è di fatto costretta a visionare il curriculum di ogni studente prima dell'esame. Questi due elementi permettono di valorizzare davvero gli studenti e, soprattutto in un liceo artistico, di conoscere la loro sfrenata passione per l'arte che così emerge ancora di più. Per i candidati è l'occasione per tirare fuori tutto quello che va oltre il contesto scolastico. È vero che al colloquio gioca sempre l'emozione, ma chi ha una marcia in più lo può dimostrare».

Individua anche delle criticità?

«Direi che un punto critico è il criterio di attribuzione del bonus. I tre punti attuali sono veramente pochi ed è difficile per gli studenti raggiungere da soli i 90 punti, la soglia minima perché i commissari possano scegliere di assegnare il bonus. Soprattutto in veste di presidente di commissione ho notato che in questo modo i docenti non vengono messi in condizione di valorizzare i ragazzi meritevoli».

Vede delle soluzioni possibili?

«Penso che con il tempo si dovrà ragionare su come i docenti stabiliscono i crediti per tutto il triennio. A volte capita infatti che uno studente non riesca a ricevere il bonus semplicemente perché si è perso un punto di credito in classe terza. Per questo motivo ci mangiamo anche tante lodi, visto che per raggiungerle servono i crediti massimi in tutte le classi del triennio».

E per quanto riguarda la composizione della commissione?

«Con gli attuali quattro commissari anziché sei, a seconda delle scuole può anche capitare che entrambi i commissari interni si trovino a correggere una prova scritta e gli esterni correggano l'altra e non va bene. È vero anche che il passaggio a quattro docenti ha snellito e velocizzato il lavoro complessivo, pur aumentando il rischio che il colloquio diventi poi un'interrogazione. Magari si va ad approfondire di più ogni materia, ma se la commissione è in armonia si riesce a fare discorsi lineari e a dedicare più tempo ai ragazzi. Dovrebbe comunque continuare a essere un colloquio il più possibile pluridisciplinare».

Come le sembra gestiscano gli esami i ragazzi dal punto di vista emotivo?

«Come sempre c'è chi fa un exploit e chi va in crisi, ma in linea di massima vedo che i punteggi ottenuti rispecchiano comunque il percorso degli studenti, tanti di loro sono riusciti ad andare anche sopra il 90».