ISERA. Una Madonna con il Bambino in bronzo, collocata sulla tomba dei genitori, sparisce dal cimitero. La famiglia, oltre al dolore per la perdita di un oggetto dal forte valore affettivo, decide di chiedere al Comune di Isera un risarcimento di 10.294 euro. Ma la causa civile si conclude con una sconfitta: il tribunale esclude ogni responsabilità dell'amministrazione comunale per il furto commesso da ignoti.

La vicenda, piuttosto insolita, è arrivata davanti al giudice Riccardo Dies, chiamato a stabilire se il Comune, in quanto gestore del camposanto, dovesse rispondere della sottrazione della statuetta. La famiglia contestava anche la mancanza di un sistema di videosorveglianza, ritenendo insufficienti le misure adottate per proteggere le tombe da furti e danneggiamenti. Una questione che richiama il fenomeno delle sottrazioni di fiori, lumini e decorazioni funerarie.

Il tribunale ha però accolto la posizione sostenuta dall'avvocato Gabriele Finelli, dell'Avvocatura dello Stato. Nella sentenza si precisa che il danno non è stato provocato da difetti strutturali o manutentivi del cimitero. Inoltre, il regolamento di polizia mortuaria non impone ai Comuni di installare telecamere, predisporre servizi di guardiania permanente o garantire una sorveglianza continua delle sepolture.

Per il giudice, dunque, non è stato dimostrato alcun comportamento colposo del Comune che abbia contribuito al furto. La richiesta di risarcimento è stata respinta e per la famiglia è arrivata anche la condanna al pagamento delle spese legali, quantificate in 2.540 euro. Una decisione che chiarisce come la presenza di ladri nei cimiteri non comporti automaticamente una responsabilità dell'ente pubblico che li gestisce.