ROVERETO. «La suggestiva cittadina italiana di cui (probabilmente) non avete mai sentito parlare». Inizia così il lungo articolo a firma del giornalista inglese Ben Machell, pubblicato dal Times, prestigioso quotidiano britannico, nella sezione dedicata ai viaggi del proprio sito internet.

Machell, editorialista e scrittore, finalista al premio di miglior giornalista dell'anno ai British Press Awards, a fine ottobre dell'anno scorso ha visitato Rovereto insieme alla moglie e ai figli, durante una breve vacanza in città organizzata in occasione della presentazione del suo romanzo Cacciatori di tenebre, alla libreria Arcadia. La tappa roveretana era l'ultima di un tour che aveva toccato anche Milano e Genova.

«L'unico posto di cui non avevamo mai sentito parlare e che avremmo potuto esplorare a fondo per un paio di giorni», racconta il giornalista inglese nel suo articolo. «Il viaggio in treno da Verona ci ha dato un'idea di cosa ci aspettava – scrive –. Abbiamo seguito il corso del fiume Adige fino in Vallagarina, dove ripide montagne avvolte da lunghe volute di nebbia si ergevano sopra di noi».

Ben Machell ripercorre la sua vacanza roveretana, spiegando di aver alloggiato con la famiglia all'hotel Leon d'Oro, di cui indica anche il prezzo della camera, e di aver apprezzato il rinomato ristorante della struttura, con dettagli sul menù e sui costi. Il resoconto pubblicato dal Times si trasforma progressivamente in una guida turistica, con riferimenti alle principali attrazioni culturali e ai locali della città, accompagnati dai prezzi dei biglietti d'ingresso e delle consumazioni.

Nei due giorni trascorsi a Rovereto, Machell ha visitato numerosi luoghi, dal Museo della Guerra al Mart, la cui presenza in città gli appare «piacevolmente surreale», passando per l'Ossario e la Campana della Pace, fino a Casa Depero. Qui la famiglia inglese ha fatto incetta di borse di tela come souvenir, «pagandole pochi euro».

Conflitti storici, arte moderna e buona cucina sono il filo conduttore della vacanza dello scrittore e dei suoi familiari. Il secondo giorno, non avendo un'auto a disposizione e volendo evitare spostamenti troppo lunghi, hanno scelto di raggiungere in taxi Castel Beseno, «una fortificazione incredibilmente romantica in cima a una collina che domina la Vallagarina fra Rovereto e Trento».

Anche qui, racconta Machell, la famiglia era l'unica presente. Il personale, descritto come molto gentile, ha fatto indossare loro delle armature e provare a tirare con quelle che sembravano balestre relativamente sicure, contro bersagli di vimini.

Nel resoconto pubblicato sul sito del Times, corredato da fotografie che rendono ancora più suggestivo il racconto, non mancano i consigli su dove fermarsi per un caffè o per mangiare in centro. Il giornalista descrive Rovereto come un intreccio di «strette stradine acciottolate, piccole piazze, chiese e splendide facciate e palazzi di ispirazione veneziana», un luogo tranquillo e dall'atmosfera suggestiva.

In estate, osserva, la città si anima grazie agli appassionati di mountain bike, agli alpinisti e agli escursionisti. A fine ottobre, invece, Rovereto gli è apparsa quasi deserta: «A parte il lontano ronzio di qualche ciclista, sembrava che fossimo gli unici turisti in città».

Il giudizio finale dello scrittore è decisamente positivo. Rovereto, sottolinea Machell, si trova a un'ora di treno da Verona e rappresenta «una meta incantevole per una breve vacanza, con i suoi castelli imponenti, l'arte e le pizzerie».