ROVERETO.  Il nuovo liceo Depero si farà all'ex Macello, a San Giorgio. La conferma viene dagli uffici tecnici della Provincia, dove hanno affidato l'aggiornamento del progetto esecutivo del nuovo edificio. L'ingegnere Oscar Facchini di Trento si occuperà dell'aggiornamento delle "Opere strutturali" al costo di 55mila euro. L'architetto roveretano Gianluca Perottoni riceverà invece 63mila euro per l'aggiornamento del progetto architettonico-edile.

L'aggiornamento dei progetti è dovuto, spiegano da Piazza Dante, al fatto che le versioni oggi in mano alla Provincia sono ormai diventate troppo vecchie. Perché, come per tante altre partite in quel di Rovereto, anche quella relativa alla nuova sede del liceo artistico, costretto da 15 anni in una sede scomoda e troppo piccola (15 anni: tre cicli formativi completi, dalla prima alla maturità) si è trascinata negli anni tra progetti, annunci, proposte, prese di posizione, commenti e distinguo.

Con questo atto, la Provincia mette la parola fine. La nuova scuola sorgerà a San Giorgio.

Non era scontato. Tanto che la preside Simoncelli, interrogata dall'Adige sul tema in occasione della recente maturità, dichiarava di non essere al corrente dell'evoluzione del tema, preoccupandosi però, ancora una volta, di fare un appello a Comune e Provincia perché accelerassero i tempi. E la stessa vicesindaca ed assessora comunale alla Scuola Giulia Robol oggi commenta: «Prendiamo atto di questa manovra della Provincia, cui del resto spetta la decisione di dove porre la nuova scuola. Rilevo solo però che dopo l'ultimo incontro, in occasione del rinnovo del protocollo d'intesa con il Comune, quando il presidente Fugatti fu portato all'ex Gil per vedere di persona quale era la visione del Comune per il nuovo liceo artistico, non ci siano stati più contatti o incontri dedicati. Quindi, veniamo a scoprire a cose fatte che il nostro progetto non è stato preso in considerazione, né che è stata presa in considerazione la volontà del quartiere, che aveva chiesto che sull'area dell'ex Macello sorgesse un parco».

In effetti che la giunta Fugatti avesse già chiuso i giochi lo si sapeva chiaramente dallo scorso luglio, quando l'assessore provinciale alla Scuola Mirko Bisesti aveva fatto mettere a bilancio 43 milioni di euro per le nuove scuole roveretane: 28 per rifare da zero l'Itt Marconi a Sant'Ilario, abbandonando il progetto di portare l'istituto al polo della Meccatronica di via Zeni, dove la fame di spazi per l'industria è sempre maggiore, e 15 milioni per il nuovo Depero a San Giorgio.

Ma dato che altre volte opere importanti per Rovereto erano state archiviate nonostante la presenza degli stanziamenti (il caso più clamoroso fu, una decina di anni fa, l'addio al progetto della tangenziale ovest di Rovereto che pure la giunta Dellai aveva promesso), di fatto che la partita fosse chiusa non si era certi. Ma ora, con altri 120mila euro scarsi spesi per aggiornare i progetti, si può ben pensare che il tempo delle discussioni sia finito.Si chiude dunque una partita urbanistica, se ne apre un'altra.

Perché l'ex Gil, dove il sindaco Valduga voleva portare il nuovo Depero, resterà una ferita nel cuore di Rovereto. «Un peccato che il dialogo con la Provincia - sottolinea Robol - non abbia portato ad una soluzione condivisa come invece recentemente successo con l'ex Peterlini (che diventerà la nuova mensa scolastica della città, ndr)».

Per parte sua Valduga aveva messo grande impegno nel far passare la sua visione di recupero urbanistico dell'ex Gil, struttura fatiscente da anni e ricettacolo di degrado e potenziali pericoli (diversi gli interventi negli anni dei pompieri per spegnere roghi scatenati dai senzatetto per scaldarsi). «Quella del nuovo Depero all'ex Gil non è un'impuntarsi - spiegava qualche mese fa all'Adige - È un progetto che risolve più problemi: quello scolastico, con la nuova sede del liceo artistico che permette sinergie con il vicino liceo pedagogico Filzi; quello urbanistico, perché guarisce la ferita dell'ex Gil, ormai quasi rudere; quello della vivibilità, con l'idea di realizzare un parco per S. Giorgio».

Tutti argomenti solidi che, si pensava, avessero convinto il presidente del Trentino Fugatti, quando lo stesso Valduga lo portò a visitare la struttura, a margine dell'ultimo rinnovo del protocollo di intesa nel febbraio del 2020. Evidentemente non è stato così.