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ROVERETO. Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Questo è il pesante capo d'accusa che è stato contestato ad un 40enne. A portare all'attenzione della procura la questione, la vittima di una serie di atteggiamenti e commenti pesanti e connotati da un impronta razzista.
I fatti risalgono a circa cinque anni fa e i due protagonisti sono colleghi di lavoro. Impiegati in un supermercato della città, i loro rapporti sarebbero stati difficili a causa delle diverse frasi con le quali il 40enne avrebbe più volte apostrofato il giovane collega.
Frasi che avevano come comune denominatore il colore della pelle del ragazzo. Il giovane sarebbe stato vittima di continue esplosioni verbali di rabbia e in un'occasione gli sarebbero stati lanciati contro, senza provocare lesioni, anche dei carrelli. Insomma si sarebbe creato un clima molto teso e carico di sofferenza per chi doveva sopportare di essere sempre identificato con il colore della pelle.
Tutto questo avveniva davanti ad altri colleghi e anche a clienti e da qui la contestazione di "propaganda". La situazione è durata per circa un mese, fino a quando la vittima non è stata trasferita in un altro punto vendita. Questa, è bene sottolinearlo, è la prospettazione che viene fatta dall'accusa in base alla denuncia che è stata presentata dalla vittima.
Martedì 10 febbraio si sarebbe dovuta celebrare la prima udienza, udienza nella quale sarebbe stato valutato il rinvio a giudizio dell'uomo, ma è stato tutto rimandato a maggio. L'udienza infatti, si è aperta e chiusa in pochi minuti a causa di un difetto di notifica.
Il reato, previsto dall'articolo 604 bis del codice penale prevede, in caso di condanna, la reclusione fino ad un anno e sei mesi o la multa fino a 6mila euro per chi "propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi" e con la reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi "in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi".


