Se ne era parlato ancora un paio d’anni fa, al trentennale delle primarie Veronesi ospitate in via Saibanti dall’Opera Famiglia Materna: l’ipotesi di una costruzione nuova di zecca per ospitare elementari e medie e permettere di liberare spazi all’interno della stessa Famiglia Materna. Ora, dopo la delibera comunale di inizio anno in cui veniva sancita la pubblica utilità del progetto, e l’accelerazione finale sui contributi provinciali (3milioni 144mila euro su 4milioni e 192mila euro deliberati pochi giorni fa), quell’ipotesi ha le carte in regola per diventare realtà. «Si tratterà di una struttura nuova, ispirata alle più moderne direttive della pedagogia - spiega il presidente della fondazione Famiglia Materna Antonio Planchenstainer - con spazi didattici razionali e tanto verde intorno».
 
Il disegno generale vede l’abbattimento dell’edificio in mattoni rossi che presenta parecchie criticità, e che in questo momento ospita anche l’asilo Aquilone, e la costruzione di una struttura meno impattante e che lasci più spazio al verde; questo anche grazie alla consulenza di Beate Weyland dell’Università di Bolzano che conduce ricerche sul rapporto tra pedagogia, architettura e design. «Per esempio - riprende il presidente - è naturale che lo spazio mensa possa essere usato anche per attività e laboratori: sarà una struttura viva che si adatta alle varie esigenze». Alcuni bambini che ora frequentano l’Aquilone dovrebbero trasferirsi nel nuovo asilo green di via Chiocchetti, mentre un nuovo centro per l’infanzia sarà nei prossimi anni individuato all’ex Alpe.
 
Riprende Planchenstainer: «L’investimento è notevole e anche se c’è l’aiuto pubblico, un milione di euro dovremo trovarlo noi, grazie a mutui o a banca etica o raccolta fondi, ma non siamo certo degli sprovveduti e abbiamo valutato attentamente la fattibilità del progetto: l’anno prossimo la fondazione compie cent’anni, ed è una realtà essenziale per la città di Rovereto. Il nostro modello di assistenza viene studiato e preso ad esempio».
 
Fondazione Famiglia Materna si occupa del sostegno alla genitorialità, alle famiglie, alle persone in difficoltà, alle donne vittime di violenza, alle profughe incinte: ha al suo attivo diversi alloggi, una foresteria sociale, il laboratorio delle Formichine, imprese sociali. Nel 2017 oltre mille persone si sono rivolte al centro per chiedere e ottenere assistenza, e l’andamento per l’anno corrente evidenzia un costante aumento di richieste. «Interveniamo - spiega la direttrice Anna Michelini - a sostegno di famiglie fragili e in difficoltà, promuovendo percorsi di emancipazione lavorativa, aiutiamo i genitori a conciliare cura e lavoro». La presenza delle scuole primarie Veronesi permette l’«alleanza socio educativa». «Famiglia Materna - riprende Michelini - è nell’economia sociale per dimostrare che le persone in difficoltà possono appartenere alla società e dare il proprio utile contributo. Per questo abbiamo bisogno di più spazio».
 
Le scuole paritarie Veronesi (le elementari sono all’interno della sede della Fondazione mentre le medie sono in S.Giorgio), che attualmente ospitano circa 200 bambini si sposteranno dunque in questa nuova sede, lasciando liberi gli spazi in via Saibanti. «Lo spazio Freeway, che offre assistenza ai genitori che lavorano e che fanno i turni, fino alle 19.30 e 7 giorni su 7, potranno spostarsi dal primo piano al piano terra, e si potranno così ospitare nuovi uffici, laboratori e spazi di percorso», spiega Michelini.
 
A chi contesta l’erogazione di fondi pubblici per scuole private paritarie, Planchenstainer risponde: «Questo è il termine di un percorso di confronto pubblico con le istituzioni che è durato molto tempo, e che prevede il rispetto di tutti gli standard e continue verifiche. Inoltre l’ente pubblico non è in grado di offrire il tipo di sostegno che portiamo avanti da anni, e solo per spirito di servizio».